Al museo del Novecento i contesti di Carla Accardi

Al museo del Novecento i contesti di Carla Accardi

Togliere, togliere, togliere, tutto il superfluo e lasciare il necessario. Un unico chiaro messaggio di forme e colori.

 Carla Accardi pittrice astrattista siciliana di nascita e romana di adozione si forma all’Accademia delle Belle Arti di Palermo, per poi volare a Roma dove bazzica l’Osteria Fratelli Menghi, ritrovo di artisti e intellettuali della capitale. Sceglie le tempere per i suoi quadri, ma poi le abbandona preferendo le vernici. I colori diventano fluorescenti. La plastica prende il posto delle tele.

Insieme a Carla Lonzi ed Elvira Canotti fonda Rivolta femminile, collettivo femminista per l’emancipazione delle donne.

Sperimenta nuove modalità di espressione che culminano negli anni Settanta nella Triplice tenda, un’opera d’arte vivibile.

Espone ovunque alla Biennale di Venezia, alla Royal Academy di  Londra, al Guggenheim Museum di New York. I suoi quadri hanno colori forti e pochi netti segni geometrici, prima di Keith Haring, molto prima di Olimpia Zagnoli.

Sono essenziali come i loro nomi: Blu, Rosso, Giallo, Viola Rosso, Verde Argento. Nessuna ridondanza, neanche nei titoli.

Il Museo del Novecento di Milano le dedica la prima mostra monografica pubblica a sei anni dalla sua scomparsa. 

Curata da Maria Grazia Messina e Anna Maria Montaldo con Giorgia Gastaldon, la mostra si inserisce in un percorso che mira alla rilettura delle personalità femminili del Novecento italiano, come Margherita Sarfatti, Giosetta Fioroni e Adriana Bisi.

“Carla Accardi. Contesti” rilegge il percorso artistico della pittrice trapanese attraverso 70 sue opere e le fotografie e i documenti dell’Archivio Accardi Sanfilippo. Il percorso della mostra si snoda attraverso una selezione di opere - dipinti, plastiche (sicofoil) e installazioni. Diverse le sezioni tematiche: l’esordio corale entro il costruttivismo di Forma 1; le Strutture degli anni ’50; le riflessioni analitiche sui Colori dei primi anni ’60; le precoci proposte con Plastiche e Installazioni nei secondi anni ’60; la riduzione concettuale dei Trasparenti e Telai degli anni ’70; e infine il ritorno alla pittura, testimoniato dalle grandi tele realizzate a partire dagli anni ’80.

La mostra sarà visitabile sino al 27 giugno 2021. Per informazioni clicca qui.