
www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Scrivere e leggere sono indissolubilmente intrecciati in un legame in cui il lettore in parte crea il libro scritto dallo scrittore.
Una sola scintilla dà vita a tutto, l’immaginazione. “La scrittura ti offre la meravigliosa possibilità - molto complessa da governare- di creare un’immagine a metà. Questa è una caratteristica dell'arte letteraria, è un aspetto artistico eccezionale. La necessità di una collaborazione così ingente da parte del lettore, perché poi alla fine un libro è creato da chi lo legge. Quando scrivo, umilmente lascio al lettore la responsabilità dell'immaginazione, cosa che faccio anche io leggendo” spiega Emanuele Trevi, ospite della rassegna Transiti al cinema Splendor.
L’immagine è il fulcro di tutto nella lettura e nella scrittura “Le parole mi fanno immaginare delle cose, quelle cose non saranno mai come le ha immaginate lo scrittore, ma sono simili, e come scrittore non devo mai dimenticarmi questa cosa. L'idea è quella di esprimersi, ma quello che facciamo, non è un diario. quello che facciamo è un meccanismo totalmente orientato sull'immaginazione del lettore in cui addirittura si rendono necessari dei sacrifici, perché la materia più impalpabile e preziosa del nostro lavoro è questa facoltà di fare immaginare attraverso le nostre parole”.
La connessione tra chi scrive e chi legge è stretta e l’uno non esisterebbe senza l’altro, il gioco è tutto in quell’equilibrio fragile e delicato “è un fuocherello che va custodito, devo metterci sopra una fogliolina, poi un ramoscello, devo stare attento che il vento della distrazione non lo porti via”.
Cita Hemingway e Festa Mobile, “lui dice se tu togli da un libro, rileggendolo, le cose che non vanno hai fatto il tuo dovere, ma ancora non hai fatto niente, tu devi togliere dal libro delle pagine che ti sono venute bene. Se uno legge queste parole pensa che sia una battuta, ma invece ha ragione perché tu devi creare lo spazio in cui l'immaginazione del lettore si può appropriare di un pezzo di terreno. Così come nel mio libro, mia nonna diventa tua nonna, il giardino di cui parlo solo così può diventare il giardino del lettore”.
Ritorna a quel meccanismo che si autoalimenta, tra lettore e scrittore “un libro che non è letto in quel momento non esiste perché la letteratura è un evento, un incontro tra una lingua scritta e la capacità di immaginarla e non è detto che uno scrittore abbia immaginato quella storia meglio di un lettore”.
Ricorda L’educazione sentimentale di Flaubert e quel “viaggiò molto” che racchiudeva il mondo e la vita di Frédéric Moreau. Ritorna sul punto “temo un po’ la prolissità, rivendico il diritto all’immaginazione”.
La sala è assorta, il cinema è pieno, riesce a far dimenticare la bagarre per i posti prenotati da chi vanta il diritto di averli.
Trevi parla di memoria e di ricordi che riaffiorano al momento giusto, quando vibrano con i tuoi sentimenti. Parla del suo libro Mia nonna e il conte, edito da Solferino, dove ricorda le estati trascorse nella casa della nonna e un amore tardivo, nato per caso, con un conte e un mazzo di fiori. “La memoria ti rilascia le finestre quando una cosa è veramente importante per te”. Scrivere come connessione tra sé e il mondo, tra il tempo e lo spazio. Il libro diventa quasi un tramite, una creatura a sé di cui l’autore non ha il pieno controllo “Italo Calvino dice che si può insegnare e iniziare un libro ma non si può insegnare a finirlo, lo dice in un bellissimo saggio che si chiama Cominciare a finire. Ci sono degli inizi straordinari, ma la fine evapora. Io credo che sia un processo quasi naturale come un frutto che si stacca dal ramo”.

www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.
Per qualsiasi informazione o chiarimento non esitare a contattarci scrivendo ai seguenti indirizzi