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Quando nel 1949 George Orwell scrisse 1984 diede al mondo la prova di come una mente illuminata sappia vedere oltre.
Se in 1984 scrisse “Siamo impegnati in un gioco in cui non possiamo vincere. Alcuni fallimenti sono migliori di altri, questo è tutto”, in ogni scritto, saggio, romanzo, articolo, rimane la sua visione ampia e cristallina del mondo e delle leggi che lo governano.
Libri contro sigarette, scritto da Orwell, tradotto da Carola Palmeri ed edito da Wudz si rivela nuovamente profetico “Ogni scrittore o giornalista che voglia mantenere la propria integrità viene ostacolato da una generale inclinazione della società, più che da un'esplicita persecuzione. A cospirare ai suoi danni sono la concentrazione della stampa nelle mani di pochi ricchi, il monopolio di radio e film, la ritrosia del pubblico a spendere soldi per i libri, rendendo necessario alla quasi totalità degli scrittori guadagnarsi il pane con del lavoro mediocre, l'ingerenza di organi ufficiali quali il ministero dell'Informazione e il British Council, che supportano economicamente lo scrittore ma gli fanno perdere tempo e gli impongono le opinioni che debba avere, e il perdurante clima bellico degli ultimi dieci anni, alla cui influenza nessuno è stato in grado di sottrarsi. Tutto, attualmente, cospira per fare dello scrittore, e anche di qualsiasi altro tipo di artista, un piccolo funzionario all'opera su argomenti imposti dall'alto, senza che mai egli possa proferire una parola su quella che gli sembra essere la verità. Ma nella battaglia contro questo destino non riceve alcun sostegno dalla sua parte; non vi è alcuna opinione consolidata che gli garantisca di trovarsi nel giusto. In passato perlomeno durante i secoli del protestantesimo, l'idea di ribellione e l'idea di integrità intellettuale procedevano di pari passo”.
Una lucidità senza pari “nemici diretti della verità, e dunque della libertà di pensiero, sono i signori della stampa, i magnati del cinema e i burocrati, ma che sul lungo periodo il sintomo più serio è l'indebolimento del desiderio di libertà tra gli stessi intellettuali”, si legge Orwell perché è trasparente come la finestra di un vetro e perché ci obbliga a indirizzare lo sguardo dove per pigrizia non lo volgiamo.
I libri diventano strumenti di difesa personale, dalla distorsione, dall’imbarbarimento, dall’impoverimento, i libri “che diventano parte dell'arredo mentale e influenzano profondamente il modo di vedere la vita”.
E come un monito alla facile e consuetudinaria abilità nello svendersi dice “Egli versa il proprio spirito immortale giù per lo scarico, mezza pinta alla volta”.

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