Monet, impressioni di realtà

Monet, impressioni di realtà

Decodificare la realtà. La sua ricerca  è dedicata, in maniera maniacale, a riportare il reale dimostrandone la relatività della visione. 

 La ricerca dura l’intera vita di Claude Monet, indaga le città, le persone anche se di rado, e soprattutto il paesaggio, la natura, l’ambiente. 

Nato a Parigi il 14 novembre del 1840, resterà in città per gli studi, nel 1870 si trasferisce a Londra poi tornato in Francia va a vivere a Argenteuil dove dipinge Impressione, sole nascente. Il quadro darà il nome al nuovo movimento artistico, l’impressionismo. 

Nel 1883 si trasferisce a Giverny, piccolo comune ai limiti con la Normandia, la sua vera casa, il suo vero luogo. Qui trasforma il frutteto in un meraviglioso giardino, con uno stagno e le ninfee, con i ponticelli. A Giverny dipinge due serie di dipinti dedicati ai covoni di fieno. Kandiskij dirà, guardando una riproduzione dell’opera capovolta, “la pittura mi apparve come dotata di una potenza favolosa, e inconsciamente ‘l’oggetto’ trattato nell’opera perdette, per me, parte della sua importanza come elemento indispensabile. In definitiva una piccola parte della mia Mosca incantata esisteva già su quella tela”. Nasce così l’astrattismo. 

A Giverny Monet, gli occhi adombrati dalla cataratta che diventeranno ciechi, si dedica a dipingere i suoi amatissimi fiori acquatici. le ninfee. Le dipingerà in ogni stagione, con ogni luce, le trasporterà su immense tele. Oltre duecento dipinti hanno come tema le Ninfee, ammaliato Marcel Proust scrisse “fiori di terra e anche fiori d’acqua, queste tenere ninfee che il Maestro ha dipinto in tele sublimi ... sono come un primo delizioso abbozzo di vita”.

Le ninfee sono le sue ultime opere, delicate, rosa, bianche, blu. In un verde immenso. È armonia. Quadri perfetti di un artista mai soddisfatto delle sue opere, sempre teso alla ricerca di una luce rivelatrice nuova.