Da Renoir a Monet impressioni d’autore

Da Renoir a Monet impressioni d’autore

Sono 50 quadri frutto del genio impressionistico di un manipolo di uomini che a distanza di due secoli riescono ancora a stupirci e incantarci.

Come ci incanta Palazzo Bonaparte a Roma, dove ha vissuto Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, e in un triste rimando tra stupore e disincanto, un filo di amarezza si sente tra le labbra scoprendo dell’ennesimo tesoro italiano di proprietà di un privato, e il fiele viene solo in parte addolcito da questa restituzione, seppur temporanea, al pubblico dopo un lungo restauro che porta oggi il palazzo a risplendere. E per celebrare la sua riapertura sono stati portati a Roma cinquanta dipinti pressoché sconosciuti ai più, provenienti da collezioni private. 

Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin, Signac, Cross e Van Rysselberghe uno dopo l’altro si alternano sulle pareti di questo palazzo che è uno scrigno di bellezza.

La mostra realizzata da Arthemisia è stata curata magistralmente da Claire Durand-Ruel e Marianne Mathieu. Ogni singolo quadro sembra emanare un’abbagliante luce di un’alba senza fine.

Uno stupore continuo, passo dopo passo, sino al balconcino verde, “il bussolotto”, tra piazza Venezia e via Del Corso dove Maria Letizia poteva osservare, senza essere vista, gli eventi e il passaggio delle carrozze e dove passava le sue ore libere, anche quando divenne cieca, e per conoscere gli accadimenti di Roma, doveva farseli raccontare dalla sua dama di compagnia.

Visitabile sino all’8 marzo la mostra Gli Impressionisti segreti è un regalo che potete decidere di farvi per perdervi nei colori di Monet e nella dolcezza delle linee di Renoir. 

Tra I pescatori bretoni di Gauguin, dipinti con pennelli in martora per evitare che il colore si mescoli e rimanga spesso e definito e la Marina a Capri dove Renoir scopre la luce del Meridione d’Italia di cui dirà nei suoi appunti: “in questo paese meraviglioso sembra che le avversità non possano raggiungerti.  Si vive in un’atmosfera ovattata”. Tra L’isola delle ortiche di Monet, che racconta di un paesaggio che il pittore ha amato talmente tanto da acquistare tra Epte e la Senna a Giverny, un lembo di terra e un capanno, per poter dipingere a suo piacimento e la scoperta delle Orchidee di Gustave Caillebotte, dipinto per se stesso come lavoro preparatorio al dipinto che avrebbe realizzato sulle porte della sua sala da pranzo. E infine il Ritratto di madame Josse Bernheim-Dauberville di Renoir, moglie di uno dei suoi due mercanti d’arte, che con tutti i suoi rosa e madreperla, nelle sue tipiche pennellate che sfumano e addolciscono è l’ultimo passo di un viaggio in una bellezza che vi apparirà come un segreto sussurratovi nell’orecchio.