Monopoli, di sole e d’azzurro

Monopoli, di sole e d’azzurro

Il Castello di Carlo V e le sue mura, pietra su pietra, proteggono il piccolo porto e le vie del centro storico dalle aggressioni del mare.

Quel mare distesa azzurra che culla e accompagna, che dona e a volte prende, che si infervora e minaccia. Tra i basolati, lungo le vie del centro ne senti l’odore mentre un gabbiano sorvola la costa con gli occhi rivolti ai luccichii sotto le piccole increspature dell’acqua.

Monopoli,  le barche in legno ormeggiate, i cantieri navali in attività, i pescherecci di ritorno dalla battuta di pesca. Le pietre si scaldano al sole mentre la città operosa trascorre un’altra giornata di lavoro. Il Castello di Carlo V ricorda gli antichi splendori e i cannoni le battaglie. Dimore dalle gentili finestre si affacciano sul mare, tra il profumo di un primo alle cozze, ecco il famigliare odore di un sugo di carne superare la soglia della cucina di una anziana signora.

I locali si animano di allegre compagnie mentre i solerti tutori dell’ordine controllano distanze. Un gatto dal pelo rosso lungo il molo di ponente divora un pesce e il gabbiano lo ammira con invidia. Che lo abbia perso dal becco?

Le chiese riaprono le porte, dalla concattedrale della Madonna della Madia alla chiesa di Santa Maria Amalfitana con cripta rupestre. Tutto torna a nuova vita, il giallo è uno stato d’animo dove il bagliore di un lampione illumina la porzione di un molo e non ostacola luce intermittente.

Nell’ora della sera in cui l’azzurro si tinge di colori caldi e inaspettati Monopoli vista dal mare è poesia per fortunati.

In attesa che ritorni la fotografia degli artisti godiamoci questa che la natura ci offre. Passeggiare tra queste vie è sentirsi parte del tutto.