Le infinite onde di un prato di trifoglio giallo

Le infinite onde di un prato di trifoglio giallo

Sulle onde verdi vorrei distendermi, rotolare, sul morbido prato. Lasciare di me traccia di flebili steli piegati, tra gli alberi d’ulivo. 

Su queste distese, il vento tesse trame rare, le carezza e le sferza imprimendo la sua forza. Oscillano le foglie a tre petali disegnando mutevoli scenari. Quando il vento tace, il trifoglio giallo racconta una storia di dominio e perseveranza, di instancabile resistenza, di ingovernabile diffusione. Non lascia spazio non coperto, cammina, cresce, anno dopo anno, conquista porzioni di terreno. Lo scopri dopo le prime piogge d’autunno, nel mese di ottobre, quando leggeri fili appaiono sulla terra marrone. Li vedi crescere rapidamente, vedi i trifogli infittirsi, coprire e tingere il tutto di un verde armonioso.

Prima aliena poi infestante, l’Acetosella gialla. Gialla come il colore dei suoi fiori che appariranno in primavera, ridipingendo campi, di tenere campanelle imbutiformi. Verde e giallo, primari. 

In questo novembre caldo come un aprile, un piccolo pic-nic non sarebbe un’idea malvagia, qui sul trifoglio una coperta su cui sedersi, un panino al salame, l’acqua, qui dove non serve un metro a contare distanze. 

Un soffio di vento carezza il verde, una nuvoletta leggera vela il sole, gioco di movimenti e di ombre, basta questa poesia della natura a cancellare i brutti pensieri di indici e numeri, di zone rosse, primario. Tra i tre scelgo il verde, qui sosterò questa mattina rotolando, aspettando il tuo arrivo con una cesta leziosa piena di squisite prelibatezze.