Il sapore della terra

Il sapore della terra

Di libri che parlano di amicizia non ne ho letti molti ad essere sincera, eppure quei pochi me li ricordo con estrema precisione.

“Uomini e topi” è uno di quelli a cui sono più legata in assoluto.

La storia è quella di George e Lennie, due braccianti che sono in viaggio per cercare lavoro. Dopo varie peripezie riescono a trovare un impiego in un ranch della California: un posto mal pagato dove si trovano ad affrontare sfruttamento, ingiustizie ed ostilità; ma nonostante l’ambiente e le circostanze spiacevoli la loro amicizia illumina costantemente il buio in cui si trovano, dal primo momento in cui facciamo la loro conoscenza, fino all’ultima triste pagina di questo libro.

Quando ho trovato questo piccolo volume nascosto tra tanti altri titoli impilati in una scatola su cui stava affisso il cartello “due euro”, non avevo idea di cosa avevo tra le mani. Certamente non potevo immaginare che dopo poco più di un anno quel John Steinbeck sarebbe diventato uno dei miei autori preferiti.

Leggendo “Uomini e topi” - soprattutto se è il primo approccio all’autore - si ha la sensazione di affacciarsi per la prima volta dentro ad un mondo di cui non eravamo a conoscenza: da dove salta fuori quello slang che suona così bene nelle nostre orecchie? Perché non abbiamo mai incontrato prima quegli uomini duri e semplici che hanno il grande pregio di essere sempre diretti e sinceri? Come abbiamo potuto vivere senza le descrizioni di quei paesaggi?

Con Steinbeck è così: inizi a leggere un suo libro e ti rendi conto che ci vorresti entrare dentro, che vorresti parlare con i suoi personaggi, che muori dalla voglia di stenderti in un prato mentre fumi una sigaretta e riesci a goderti il colore del cielo.

Mentre leggi i suoi libri senti il sapore della terra in bocca, il peso dei sacchi di tela sulle spalle, e il suono dell’armonica che rallegra le notti che per un momento non ti fa pensare alla fatica.

“Uomini e topi” è solo un assaggio di ciò che troverete in “Furore”, ma è già abbastanza per farvi capire davanti a che tipo di scrittore vi trovate.

Quando ero più piccola pensavo di avere una predilezione per le storie inventate, che avevano il potere di portarmi lontano dalla quotidianità; ma crescendo mi sono resa conto che mi piace anche sporcarmi con la realtà e sapere, essere consapevole di ciò che è stato.

Steinbeck con i suoi romanzi di denuncia tiene le suole di noi lettori ben piantate per terra, e lo fa con il furore (scusate il gioco di parole) di chi quel tipo di realtà l’ha vissuta, ma senza essere pesante e senza risultare mai intollerabile, anche se parla costantemente di sofferenze e ingiustizie.

Leggerlo è un’esperienza, e soprattutto è un regalo che dovreste farvi, perché dopo non si torna più indietro, per fortuna.

Questo libro è per chi si è perso almeno una volta guardando l’erba dei campi tingersi d’oro, e per chi sarebbe disposto a tutto per un amico.