Parco naturale di Porto Selvaggio, il verde oltre il mare

Parco naturale di Porto Selvaggio, il verde oltre il mare

L’ombra si stacca da terra, il piccolo velivolo è in aria dopo una breve corsa su una piccola pista. L’altro aero biposto è già in quota.  

Direzione Isola di Sant’Andrea ed il suo faro, poche centinaia di metri da Gallipoli, poi una virata per sorvolare l’area di Porto Selvaggio (Nardò in provincia di Lecce) parco naturale dal 1980. Guardare strisce di terra brulla, osservare le chiome degli alberi dall’alto, piccoli cespugli, mentre il motore emette un suono rassicurante e il pilota ti tiene allegro parlando del blu. Leggermente più in su vedi l’altro aereo, chissà cosa penserà la tua amica di questa insolita avventura tra i cieli. 

Eccolo il piccolo faro, e Gallipoli e poi d’un tratto scorgi una torre (di Santa Maria dall’Alto) lungo una scogliera che si innalza coperta di verde, Santa Caterina con il suo mare segnano il confine sud di questa riserva. Dall’alto il parco sembra immobile, immutabile, pinete che discendono lungo i costoni rocciosi, la piccola spiaggetta, e ricordi i ciottoli, perché a Porto Selvaggio ci sei stata, raggiungendolo dalla terra ferma, lungo i sentieri ben delimitati, che un piede oltre è contaminare ciò che il tempo ha preservato e che una donna, Renata Fonte, ha protetto da una selvaggia cementificazione. La speculazione edilizia suggerisce Italo Calvino ma Daniele Del Giudice ti riporta a questo volo. 

In parallelo quasi. Dall’altro aereo nessun segnale, il pilota rassicura che una corrente ascensionale ha fatto si che la tua amica abbandonasse di getto il pranzo in un sacchetto pronto per l’occorrenza. 

È tempo di tornare, 15 minuti di volo, un ultimo sguardo giù, mare e terra, riconosci la baia di Torre Uluzzo e la torre omonima,  e ricordi i chilometri percorsi a piedi lungo stretti sentieri, i carrubi e fichi d’india, la pineta, le donnole e le volpi. Ricordi le nuotate rinfrescanti  e le grotte con la loro storia e le specie marine. L’aereo sorvola la Palude del Capitano e Torre Inserraglio, 1100 ettari per un area parco che d’estate pullula di allegri colori e in inverno riposa. Un falco grillaio solca lo spazio sotto di noi.

Lunga virata a destra per poi tornare. L’aereo atterra sulla pista, l’altro lo ha già fatto da un po’. La tua amica è bianca e ridotta uno straccio, ma in fondo allo sguardo leggi un pensiero “lo rifarei ma a stomaco vuoto!”.