Nuvole, il cielo che aspetti

Nuvole, il cielo che aspetti

Sfilano leggere come soffici cuscini su cui poggiare il capo e dormire, lievi come piume impalpabili si inseguono e svaniscono alla vista.

Con sostenuta velocità sfrecciano nel cielo. Non ti sono mancante in questo agosto caldo, come un’estate irripetibile? Non ti sono mancate nei cieli azzurri di maestrale e di celeste polvere di scirocco? Non ti è mancato giocare con loro, assegnando una forma a questa o a quella, illusioni ottiche che solo la mente può decodificare e immaginarle. Nuvole libere, come ogni elemento di questo mondo non governato dall’uomo.

Ne hai visti di cieli coperti di piccoli cirri, cirrocumuli, altocumoli, cumoli, nubi. Altezze e forme che si riconoscono indicandoti che tempo farà, se sopraggiungerà un temporale. Non è l’orsetto del cuore ad annunciarlo ma un accumulo in cui non riconosci forme.

Ed ora che osservi il cielo limpido sopra di te immagini le tue nuvolette regalarti messaggi di vita, come il tuo qui ed ora, perché non c’è più tempo per l’attesa. Ripensi alla poesia Nuvole di Wislawa Szymborska, la reciti a memoria, “Dovrei essere molto veloce/ nel descrivere le nuvole – già dopo una frazione di secondo/ non sono più quelle, stanno diventando altre./ La loro caratteristica è/ non ripetersi mai/ in forme, sfumature, pose, disposizione./ Non gravate della memoria di nulla,/ si librano senza sforzo sui fatti./ Ma quali testimoni di alcunché –/ si disperdono all’istante da tutte le parti./ In confronto alle nuvole/ la vita sembra solida,/ pressoché duratura e quasi eterna./ Di fronte alle nuvole/ perfino un sasso sembra un fratello/  su cui si può contare,/ loro invece sono solo cugine lontane e volubili./ Gli uomini esistano pure, se vogliono,/ e poi uno dopo l’altro muoiano,/ loro, le nuvole,/ non hanno niente a che vedere/con tutta questa faccenda/ molto strana. /Al di sopra di tutta la tua vita/ e della mia, ancora incompleta,/ sfilano fastose così come già sfilavano./ Non devono insieme a noi morire,/ né devono essere viste per fluttuare.”

Ed eccole all’orizzonte apparire festose tre nuvolette bianche, si rincorrono, irripetibili.