Dante e le sue stelle, due spettacoli a Trani

Dante e le sue stelle, due spettacoli a Trani

Tornare, guardare il cielo, le piazze dorate dal sole, respirare la brezza marina, osservare campanili che si stagliano contro l’azzurro.

Sentire quasi un desiderio di uscire a riveder le stelle, le stesse di Dante ed ecco che a 700 anni dalla sua morte, la piazza Duomo di Trani si animerà per due sere, il 10 e l’11 luglio, di occhi rivolti verso un palco. 

Bestiale Comedìa con Vinicio Caposella, “un itinerario nell’immaginazione musicale e letteraria per redimere il reale dallo smarrimento in cui sembra gettato”. Uno spettacolo alla sua prima nazionale di un’artista che ha affermato che  affacciarsi a Dante è affacciarsi al pozzo della natura umana. A partire dalla forma a imbuto della cosmogonia della Comedìa, l’attrazione è sempre stata presente. Ho iniziato ad appassionarmi a Dante per mito interposto. L’eroe della mia giovinezza è stato il dannato, il bohémien, il distillatore di bellezza Amedeo Modigliani. Modigliani sgranava come un rosario ebbro i versi di Dante a memoria, mentre dipingeva i suoi volti dagli occhi vuoti. E così provai a mandarli a memoria anche io scoprendo la più sublime forma di preghiera umanistica. Una esperienza di spiritualità, che nella ripetizione conduce a una specie di trance. L’attrazione per l’umano, per i suoi miti, per il sublime, per l’inferno, per il peccato e per la virtù, per tutto ciò che desta maraviglia è quello che da quindici anni conduce il mio cammino in musica e parole. Non c’è cosa che Dante non comprenda già. Santi, eroi e viziosi, una certa attrazione per il misticismo, una visione del mondo non specialistica, ma enciclopedica, il cui soggetto è la natura tutta a partire dalla natura umana sono tra le cose dantesche che più mi attraggono. Galeotti per me sono stati molti libri, ma Dante soltanto li comprende tutti.”

L’11 luglio invece in scena Infernvm, il progetto nato dalla collaborazione tra Claver Gold & Murubutu. Un album rap dedicato all’analisi della prima parte della Divina Commedia, l’Inferno, con una rilettura in chiave moderna. Le tematiche attuali si agganciano agli episodi della cantica dantesca utilizzando le storie di Caronte, Pier della Vigna e Paolo e Francesca.

Due serate dedicate al Sommo Poeta, mentre il cielo cede l’azzurro al blu di Prussia e le stelle brillano sorridenti e il calore infernale è solo il bagliore dell’ultimo raggio di sole.