Visioni d'insieme

Frammenti di bellezza e verità, Gil Scott-Heron

Frammenti di bellezza e verità, Gil Scott-Heron

Nel 1970 le radio trasmettono una canzone, che è insieme un inno di protesta e una poesia in musica che inneggia alla rivoluzione.

Un grido per scuotere le persone dal torpore in cui la tv e i mezzi di comunicazione di massa li hanno relegati.

“La rivoluzione non sarà trasmessa in televisione…La rivoluzione non renderà sexy la tua bocca, La rivoluzione non ti libererà dai difetti, La rivoluzione non ti farà sembrare cinque chili più magro, perché la rivoluzione non la trasmetteranno in TV, fratello…Non ci saranno immagini di sbirri che sparano contro i fratelli con il re-play istantaneo, non ci saranno immagini di Whitney Young mentre lo inseguono e lo cacciano da Harlem su un treno con un procedimento dell’ultima ora…Alle donne non importerà se alla fine Dick seduce Jane nella telenovela Search for Tomorrow perché i neri saranno nelle strade a cercare un futuro migliore. La rivoluzione non la faranno vedere in televisione” The Revolution Will Not Be Televised vuole scuotere le coscienze dall’inerzia.

Gil Scott-Heron nasce nella Chicago della segregazione razziale, del confinamento nei quartieri ghetto, South Side da un lato, la città per i bianchi dall’altro. Quel clima respirato dalla prima infanzia determina quello che diventerà e forgerà le sue parole di ferro nel fuoco. A 12 anni è uno dei tre studenti neri scelti per desegregare una scuola in Tennessee.

Il cielo non brilla di stelle, ma dentro di sé la legge morale gli impone di prendere posizione, di gridare per svegliare le masse, di scuotere le persone. Le parole lo fanno arrivare ovunque. Ottiene un master in scrittura creativa alla Johns Hopkins University pur non essendo laureato.

Poeta, musicista e attivista per i diritti afroamericani fonda i suoi tre credi in un unico solo, diventa di fatto l’inventore del rap e dell’hip-hop, le sue spoken word a ritmo di jazz sono l’inizio di tutto. La mente è sempre lucida, le lusinghe non lo placano, anche quando i rapper lo incoronano re, lui prende le distanze, scende dal trono sul quale lo avevano messo e scrive Message To The Messengers “Ma se devi insegnare qualcosa alla gente, assicurati di sapere cosa dici. E non ti sto attaccando senza mancarti di rispetto tutto quello che sto dicendo è che devi assolutamente avere ragione perché se devi parlare per un'intera generazione e ne sai abbastanza per gestire la loro istruzione assicurati di conoscere la verità sulle situazioni passate e non ripetere solo quello che hai sentito su una stazione TV locale a volte dicono bugie e le mettono sotto una maschera sincera ma la verità è che è per questo che abbiamo detto che non sarebbe stato trasmesso in televisione non sanno cosa dire ai nostri giovani ma sanno che tu sì e se sapessero davvero la verità
Perché dovrebbero dirtelo?”

Non c’è spazio per i falsi profeti, per cambiare il mondo non servono podi, serve percorrere la strada, guardare, capire, agire.

“C'è una grande differenza tra mettere parole sopra qualche musica, e fondere quelle parole nella musica. Non c'è molto di divertente. Usano molto slang e termini colloquiali e non riesci davvero a vedere dentro la persona. Al contrario, hai solo molta affettazione”. Scendete dal palco, fate cadere il mantello che vi hanno messo sulle spalle, non vi renderà eletti.

L’ignoranza è il male supremo, canta Gil Scott-Heron.

“L'idea riguarda il fatto che questo paese vuole nostalgia. Essi vogliono tornare indietro quanto possibile, anche se è solo fino a settimana scorsa. Non per affrontare oggi o domani, ma per affrontare il passato. E ieri era il giorno dei nostri eroi del cinema a cavallo che arrivavano a salvare tutti all'ultimo momento. Il giorno dell'uomo col cappello bianco o dell'uomo sul cavallo bianco (o dell'uomo che arrivava sempre per salvare l'America all'ultimo momento) arrivava sempre qualcuno per salvare l'America all'ultimo momento, specialmente nei film di serie B. E quando l'America si ritrovò in difficoltà ad affrontare il futuro, cercarono persone come John Wayne. Ma dato che John Wayne non era più disponibile, si risolsero per Ronald Reagan (e questo ci ha messo in una situazione che noi possiamo solo guardare) come un film di serie B”.

Nel 1973 incide The Bottle, che sale al 15esimo posto nella classifica americana.

“Guarda quel ragazzo nero laggiù, che corre spaventato, suo padre è intrappolato nella bottiglia. Ha lasciato il suo lavoro dalle 9 alle 17 per bere a tempo pieno, così adesso vive nella bottiglia. Guarda quel ragazzo nero laggiù, che corre spaventato, suo padre ha un problema, ha impegnato quasi tutto, persino la fede nuziale di sua moglie, per comprare una bottiglia. E non pensi che sia un crimine vedere, volta dopo volta, persone nella bottiglia?”.

Ieri come oggi e come domani. Scott-Heron non voleva essere un profeta, ma come un profeta ha urlato la verità da un angolo di strada e non è stato ascoltato, gli sono passati accanto senza guardarlo.

Nel settembre 1979 partecipa a No Nukes, concerto contro il nucleare insieme a Bruce Springsteen, James Taylor, Jackson Browne e Crosby, Stills & Nash.

Quando Eldridge Cleaver scrisse che il programma spaziale aveva lo scopo di distrarre i cittadini dai problemi interni, spargendo la polverina magica di una impresa fantastica e mirabolante, nell’estate del 1969 Gil scrive una poesia, con il contributo di sua madre Bobbie Scott, cantante gospel, Whitey on the Moon, inno contro la distrazione di massa. “Non posso pagare nessuna fattura del medico, ma Whitey è sulla luna. Tra dieci anni pagherò ancora con Whitey sulla luna, sai? L’uomo ha appena aumentato il mio affitto la scorsa notte perché Whitey è sulla luna. Niente acqua calda, niente servizi igienici, niente luci ma Whitey è sulla luna”.

La morte della madre lo spezza, la droga fa il resto, muore a 62 anni il 27 maggio del 2011 a New York.

“Sono un uomo nero dedicato all’espressione: all’espressione della gioia e dell’orgoglio della negritudine. Non mi considero né poeta, né compositore, né musicista. Questi sono solo strumenti usati da uomini sensibili per scolpire un frammento di bellezza o di verità, nella speranza che possa condurre alla pace e alla salvezza”.

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