Una nuvola magenta

Una nuvola magenta

Non teme le distanze, che copre pazientemente, centimetro dopo centimetro, metro dopo metro. Non teme barriere che supera con agile  destrezza.

Si arrampica, si moltiplica appoggiandosi con sapienza ad ogni appiglio possibile, che sia un pino secolare o una tettoia di tegole rosse. Non teme le stagioni che si susseguono, non il caldo né il freddo, non il sole né la neve. La ritrovi lì, anno dopo anno, da quando da bambina ti trasferivi nella località di mare per l'estate. Lei attendeva il tuo ritorno nel mese di maggio e nei primi giorni di giugno ti regalava una nuvola magenta appoggiata sul cancello di ingresso. 

Avevate stretto un patto tu e lei, tu l'avresti aiutata nei mesi estivi porgendole dell'acqua, lei ti aveva promesso che avrebbe superato incolume i mesi invernali. 

A quel patto non siete mai venute meno, siete cresciute insieme forti, sicure, tenaci, resistenti, decise, intensamente fiere, di una bellezza disarmante. Alle brutture della vita avete contrapposto barriere insormontabili, tu una morale inscalfibile, lei un tappeto di spine. 

La bouganvillae osserva i tuoi passi e sorride ad ogni tuo saluto, le sue brattee magenta piccole macchie in un cuscino verde, si rallegrano ad ogni tuo passaggio sussurrando scherzosamente il tuo nome, un piccolo sospiro che tu ascolti sorridendo, prima di far loro il solletico con un piccolo getto d'acqua.

Il tuo rampicante deve il suo nome al navigatore Louis Antoine de Bouganvillee, il tuo al volere di tua madre, che dietro la porta di casa ti osserva mentre allegra rientri dal mare.

Bouganvillae ti saluta con un allegro volo di api mentre un geco riposa alla sua ombra.