Visioni d'insieme

La repubblica dell’immaginazione di Azar Nafisi

La repubblica dell’immaginazione di Azar Nafisi

Nessuna violenza o costrizione, solo la libertà di essere ciò che si vuole. A volte bisogna fuggire, lasciare tutto.

 Il luogo che ti accoglierà e diventerà la tua nuova terra è un paese che hai disegnato nella tua mente.

“La mia vera casa: una terra senza frontiere e con poche restrizioni, che ho battezzato La repubblica dell’immaginazione. Gli unici requisiti per l’ingresso sono una mente aperta, un incessante desiderio di conoscere e un indefinibile bisogno di fuggire dall’ordinario” scrive Azar Nafisi nata a Teheran e scappata dal regime degli ayatollah negli anni Novanta. Sceglie gli Stati Uniti, portando l’Afghanistan nel cuore. In ogni suo libro parlerà in qualche modo di questo. Dell’assurda follia di dover lasciare la terra che si ama, cercando un nuovo luogo da poter chiamare  da qualche parte nel mondo.

“É facile perdere le libertà e i diritti che abbiamo conquistato se ce ne disinteressiamo, se non pensiamo, se non vediamo. La cecità verso gli altri non è forse la fonte di tutto il male del mondo reale?”.

Azar Nafisi nel 2004 partecipa al Festival internazionale delle letterature di Roma, sul catalogo viene inserito il suo intervento “Atteggiamento sospetto: il potere sovversivo dell’immaginazione” che era il seme dal quale sarebbe nato uno dei suoi libri. In seguito una versione ridotta di quell’intervento fu pubblicato su un supplemento del Washington Post con il titolo “La Repubblica dell’immaginazione”, di lì in poi il libro è cresciuto in lei. Una prima parte fu pubblicata dal New Yorker nel 2011 con il titolo Vagabond Nation e poi tre anni dopo sono state date alle stampe le 280 pagine di La repubblica dell’immaginazione, edito da Adelphi, tradotto da Mariagrazia Gini e con le illustrazioni di Peter Sís.

Nella sua repubblica dell’immaginazione ci sono tutti, anche il nostro Calvino, da cui prende il senso di liberazione e bellezza “Lo sforzo per liberarsi e autodeterminarsi inteso come un dovere elementare, insieme a quello di liberare gli altri, anzi il non potersi liberare da soli, il liberarsi liberando; la fedeltà a un impegno e la purezza di cuore come virtù basilari che portano alla salvezza e al trionfo…La bellezza come segno di grazia”.

Azar Nafisi racconta questa sua repubblica mattone per mattone ricordandoci che “Le parole, le idee possono essere molto potenti, almeno quanto la matematica e le scienze. Spingono la gente a sognare e a fare cose eccezionali”.

Una repubblica costruita sulle parole di Henry David Thoreau, Gore Vidal, Ernest Hemingway, Lewis Carroll, Mark Twain, David Foster Wallace, William Faulkner, Martin Luther King, James Baldwin e tutte queste persone sono “un promemoria di cosa voglia dire essere umani”. I libri, soprattutto i libri come il suo amatissimo Huckleberry Finn.

Che sono essenziali come l’aria che respiriamo. Nafisi lo scrive e riscrive in ogni libro, per non farcelo dimenticare. Senza i libri, senza l’immaginazione né lei né noi saremmo le persone che siamo. “Per conquistare la libertà bisogna avere una cosa preziosa e ineffabile, difficilissima da catturare, che non può essere insegnata: bisogna avere immaginazione”. Leggere per essere liberi.

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