La pazienza di costruire un muro a secco

La pazienza di costruire un muro a secco

Era l’otto agosto del 1991 quando un mercantile, Vlora, approdò nel porto di Bari, carico oltre l’inverosimile di persone in fuga dall’Albania.

Le immagini di quello sbarco sono storia, contemporanea, di fughe e di accoglienza, di solidarietà. Stipati, ammassati, non un angolo visibile del ponte, gambe penzoloni sul mare, umanità. Tra quelle persone in fuga c’era anche lui, Artan Picari, che oggi in Puglia costruisce muretti a secco. Sguardo fiero dice “vivo a Toritto da ventinove anni e amo il mio lavoro, che ho appreso da mio zio che vive in Albania. I muretti a secco ci accomunano, sono qui e anche nella mia terra”.

Di muretti a secco in questa provincia, di ulivi e vigne, di mandorle e querce, ne sono rimasti tanti a segnare confini, pendenze a stabilire proprietà, nati per dividere oggi caratterizzano i luoghi. Tano, così è conosciuto Artan, spiega che per costruire un buon muretto “ci vuole pazienza e occhio. Occorre conoscere le pietre, riconoscere la loro durezza, seguire la venatura, per romperla nella maniera giusta, che sia poi sovrapponibile, ed una volta presa la mano per costruire una ‘parete’ lunga e larga e alta un metro, occorrono un paio d’ore”.

Lui  lavora sei ore al giorno e grazie alla sua esperienza, in questo arco temporale, innalza muri per una lunghezza di 5 metri. Tano ha lavorato nella provincia di Brindisi, nelle campagne tra Ostuni e Cisternino, ha costruito muretti ma anche trulli. Un’arte che non conosceva ma che ha imparato sul campo, osservando ed ascoltando chi il mestiere lo praticava da tempo. Un insegnamento facile “il trullo si costruisce dalla base, è la base che deve essere fatta a regola d’arte. Così quando terminavo un lavoro e non era perfetto il mio maestro lo faceva crollare ed io ricominciavo correggendo l’errore”.  Lo sguardo di Tano va alle sue pietre che stanno su, una sull’altra, “solo terra e paglia impastate per legarle”.

“Ci vuole pazienza, pazienza e calma, per costruire un muro, per fare qualsiasi cosa”, ripete Tano. Pazienza e calma le stesse che si leggono sul suo volto.