Ostuni, la Città Bianca che guarda il mare

Ostuni, la Città Bianca che guarda il mare

Città bianca, Ostuni, per il colore delle pareti di calce viva, domina la Valle dall’alto di tre colli e il suo sguardo è sugli 8 chilometri di ulivi che la separano dall’Adriatico.

Una lunga fascia di terra bruna, chiome di alberi ancora verde-argento e poi l’azzurro. Lo si vede bene dalla grotta che i ragazzi dei ‘Millenari di Puglia’ vi faranno scoprire grazie ad una delle loro tante escursioni. Un modo diverso, poetico e fisico, per conoscere Ostuni e la sua terra, gli alberi e i fiori rari, i segreti del suo passato. Ma è nel suo cuore di piccole stradine e viottoli, di angoli acuti, che Ostuni si rivela, la facciata e il rosone abbagliante nella sua spettacolare bellezza della Basilica minore e il monastero delle Carmelitane. Tra le mura di epoche diverse, un cuore palpitante di piccole vetrine e piccole botteghe, locali per turisti, e osterie ben conservate.  Ostuni, non immune dall’avanzata del cemento che ha saputo farsi strada occupando anche quelle che un tempo erano le residenze estive in campagna degli ostunesi che un santo a cui votarsi lo hanno sempre avuto, Oronzo, che salvò gli abitanti dalla peste facendosi aiutare indubbiamente dalla calce viva che imbiancava le case. Passato e moderno si scontrano e si rincorrono nel centro brindisino meta turistica internazionale, qui dove ha riposato per 28mila anni indisturbata la “donna di Ostuni”, scheletro di una giovane donna di 20 con la mano poggiata sul grembo a difesa del feto e ritrovata nel 1991. Perché in questo lembo di terra, lo sguardo all’Adriatico, i piedi in terra,  si respirano civiltà, si osservano tracce, la luna illumina sentieri che portano al mare per ritrovare le stelle.