La ferrovia sotterranea, l’orrore della schiavitù

La ferrovia sotterranea,  l’orrore della schiavitù

Individui liberi non più schiavi. La ricerca disperata della libertà, è il tema del libro La ferrovia sotterranea. Quella che cerca Cora. 

La protagonista, schiava in Georgia, intraprende un lungo viaggio per riscattare se stessa dalle angherie e dalla brutalità della schiavitù. Al suo fianco Cesar. La ferrovia sotterranea, di Colson Whitehead è il libro consigliato da Andrea Russo della piccola libreria indipendente Lik e Lak di Putignano. La ferrovia sotterranea è un libro di un autore afro-americano Colson Whitehead ed è l’unico libro, evento più unico che raro, ad aver vinto contemporaneamente sia il premio Pulitzer che il National Book Award. È stato pubblicato in Italia da una casa editrice indipendente Sur edizioni, questo testimonia come le case editrici indipendenti rispetto alle mainstream abbiano un fiuto maggiore, un’attenzione più forte. È un libro importante per me – spiega Andrea Russo -  perché è assolutamente contemporaneo pur narrando la storia di una fuga, di una schiava, Cora, che scappa dalle piantagioni di cotone della Georgia durante il periodo dello schiavismo. È contemporaneo perché richiama alla mente vicende attuali e quotidiane e ci insegna che se non si fa attenzione si può tornare indietro. Questo è un libro che ti apre gli occhi.  È un libro molto crudo che racconta tutte le violenze subite dalla protagonista senza filtri e questa è secondo me la cosa più bella”. La ferrovia sotterranea, il lungo binario fatto di uomini e donne, abolizionisti, che aiutarono gli schiavi in fuga verso la libertà, in questo libro diventa un vera e propria ferrovia segreta che attraversa gli Stati Uniti. In questo luogo la lotta tra chi fugge e chi insegue, come il cacciatore di schiavi Ridgeway, è spietata. Il linguaggio, realisticamente crudo, non fa sconti al lettore. Le vicende di Cora e dei suoi avi, sono descritti sapientemente nelle prime pagine del libro, per poi passare alla scelta di fuggire e alle difficoltà di raggiungere la libertà, in un racconto di ingiustizie raccapriccianti. Tutto l’orrore della privazione della libertà, dell’essere trattati come cose anziché come persone, tutto il dolore vissuto sulla pelle, sul corpo, nell’anima, prendono forma. E non si può pensare che la schiavitù sia solo il passato.