Visioni d'insieme

Potrebbe essere sera

Potrebbe essere sera

Potrebbe essere sera, il cielo quasi elettrico, l’azzurro si risveglia, intenso.

I rami degli alberi si stagliano, l’uno contro l’altro, tutti contro il cielo, verso il cielo, attraverso il cielo.
Una sera alabastrina, scriveva il poeta, nell’ora nella quale tutto resta non tanto com’era ma come sarà. Le gambe corrono, si affrettano, andare, tornare, muoversi, non restare. Restano le radici, ma gli alberi si muovono, piantati per terra si muovono, cercano legami, connessioni, relazioni tra sé e gli altri, un noi condiviso, una postura aperta verso altro, altri, altre. Canta, canta ancora nell'ora in cui si avvera, soltanto il colorito della sera.

Il verde ha un profumo tutto suo, apre i polmoni, è profondo, il mare è profondo ma l’azzurro è intenso e infinito. Corre senza fermarsi, il verde si immerge senza toccare il fondo. Cammina veloce, arriva la sera, batte il cuore veloce, il ritmo sale, con una dose di meraviglia custodita in un angolo nascosto e irraggiungibile. Non disegnerò mappe del mio incanto. Lo lascerò fiorire all’improvviso, fuori stagione, contro tempo, quando vorrà, quando sentirà di venir fuori.

Gli alberi si susseguono, in una marcia mobile, un radicamento che custodisce le cadenze naturali del tempo, non ha fretta lui, di crescere fiorire, sfiorire per poi rinascere.

C’è chi la Luna la vuole colonizzare e chi dinanzi a essa vuole solo ballare. Lo diceva un altro poeta d’anima. Io sono i libri che ho letto e questo trascende ogni mio controllo. A dissolvere a smorire una frase così, la canzone è quasi finita. Gli alberi sono ancora lì, trame, intrecci, incroci, relazioni. Storie d’amore.

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