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La visione di Fiammetta

La visione di Fiammetta

L’abito fiammeggia come i lunghi capelli raccolti, le labbra un richiamo, rosse turgide.

Gli occhi azzurri, mare profondo nel quale immergersi, le mani afferrano rami di un melo, lei al centro incorniciata tra i fiori bianchi screziati di rosa.

Quando Dante Gabriel Rossetti decide di dipingere un’opera a olio per accompagnare le sue Ballate e sonetti, realizzò in una delle due parti, Una visione di Fiammetta, musa di Boccaccio, bellissima, intensa, dai lunghi capelli rossi.

Sulla cornice del dipinto il sonetto di Boccaccio intitolato Sull'ultima vista di Fiammetta, “Ecco Fiammetta, mostrata in Visione qui./Se ne sta immersa nella tristezza in mezzo ai meleti primaverili;/e mentre dondola i rami con le mani,/lungo il suo braccio il fiore spezzato cade a picco,/in petali separati sparsi, ognuno come una lacrima;/mentre dal ramo tremante l'uccello spiega/le sue ali. Ed ecco! il tuo spirito comprende/la vita scossa, bagnata e volata, e la morte vicina./Tutto si agita con il cambiamento. Le sue vesti battono l'aria:/l'angelo che volteggia intorno alla sua aureola/brilla in volo contro il tronco grigio dell'albero:/mentre lei, con gli occhi rassicuranti più belli,/un presagio e una promessa restano; come se/Sulla buia tempesta della Morte l'arcobaleno dell'Anima”.

Per lui posa Maria Spartali Stillman, pittrice anche lei, celebre nella società vittoriana per la sua bellezza, il temperamento audace, il talento di farsi parte delle cose. Plasmava ciò che le era intorno, persone, luoghi e dipinti.

Lei e le sue due cugine Maria Zambaco e Aglaia Coronio erano soprannominate le tre grazie, per l’incanto che spargevano su tutto il circolo preraffaellita. Muse e protagoniste al tempo stesso. Di origini greche, ognuna portava con sé un’eco antica di grandezza, un respiro ampio sul mondo capace di generare bellezza, di far emergere dalle rovine un canto, di riparare mondi con l’armonia di passo. Maria Spartali Stillman e Maria Zambaco, pittrici e scultrici animavano il mondo dell’arte con ammaliante leggerezza, Aglaia Coronio era collezionista d’arte e tessitrice che trascorreva le sue giornate infuocando i circoli culturali londinesi.

Ma Marie era il centro di tutto, Dante Gabriel Rossetti la ritrasse anche in Dante’s Dream insieme a Jane Morris, Marie nel ruolo di un’ancella e Jane in quello di Beatrice. Quel quadro segnò l’inizio della sua prolifica carriera di pittrice, sono arrivate a noi 170 tele firmate da lei, la fiamma non si spense mai. I capelli ormai bianchi continuavano a vibrare ardenti come un paradiso perduto.

Dipinse sempre, sino alla fine dei suoi giorni, artista e musa di sé stessa.

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