Addio ulivo, le armi trionfano

Addio ulivo, le armi trionfano

Le passeggiate estive, sotto il sole cocente, oppure dopo un temporale, quando la terra profuma di acqua, e gli alberi sgocciolano vita.

Hai camminato per ore ogni giorno delle tue vacanze osservando gli ulivi monumentali lungo le stradine, tra le campagne. E ci sei tornata di inverno con la rara neve per osservarli con luce nuova e abiti diversi. Gli alberi monumentali, ulivi millenari, che conoscevi sotto ogni cielo, sotto le nuvole allegre primaverili o illuminati dai raggi del sole ridente di settembre, sotto un rapido mantello di nuvole in marzo. Hai osservato il vento carezzare le fronde, modellare tronchi, scompigliare chiome, le hai viste le sentinelle immutabili resistere al tempo e all’uomo di ieri. Oggi che l’uomo ha lasciato spazio al suo prezzo, per il quale ha venduto anche l’anima e la coscienza, oggi il tuo ulivo millenario non c’è più. Eradicato, tirato via dal terreno. Lui e tanti suoi fratelli non ci sono più. Sradicati, estirpati, via dalle radici, via dalla terra, uccisi per mano dell’uomo. Un uomo che vive solo il momento, non ha passato né futuro, insabbiato nelle becere logiche del momento, non ha una visione, non ha da insegnare. Cancellare la storia con la banale scusa di una malattia che non si è voluta curare. Più semplice cancellare paesaggi, pulire orizzonti, imbruttire come se ciò non dovesse accadere anche a te, uomo, dalla vita breve, misero inutile meccanismo di un processo ingovernabile. 

Dopo il primo albero amico sottratto al paesaggio hai provato a cercare gli altri. Hai sentito la stretta sul tuo cuore? Hai sentito un vuoto, una mancanza? 

Lungo la stradina di campagna tra San Vito dei Normanni e Serranova di Carovigno in provincia di Brindisi, dopo una giornata di pioggia e grandine, hai contato gli assenti, spazi vuoti non più colmabili, ed è lo stesso vuoto di questa nostra indifferenza.