Ulivi millenari, sentinelle della storia

Ulivi millenari, sentinelle della storia

Puoi incontrarli addentrandoti tra le vie strette delle campagne tra Ostuni, San Vito dei Normanni e Carovigno.

Nella piana degli ulivi di millenari c’è ne sono tanti. Ognuno con il suo tronco, immenso, groviglio di storie, nodi di anni vissuti resistendo al vento che soffia dall’Adriatico. Li vedi alcuni mantenere saldamente una posizione eretta, altri attorcigliarsi su se stessi, inclinati come se non reggessero pesi. Tronchi, a volte nascondigli incavi per bambini, altri per piccoli animali. Tronchi che abbracciare non si può, occorrerebbe fare un girotondo di persone. Tronchi che sorreggono rami e foglie verdi argentee alla luce del sole, e frutti, olive da cui si estrarrà l’olio. Sono lì da secoli, hanno visto susseguirsi le stagioni, hanno conosciuto metodi di coltivazione. Hanno visto uomini lavorare terra e tronchi con pochi arnesi, donne accovacciate riempire ceste. Ora vedono i trattori e conoscono il sapore acre dei prodotti chimici eppure da tanta bruttezza restituiscono bellezza e lo fanno con la leggiadria della loro esperienza. Ulivi, monumentali, una legge regionale per il loro censimento e salvaguardia, una sciagura chiamata Xylella a minacciarli, dopo millenni. Eppure loro abituati a resistere lottano, soli, aggrovigliandosi nei tormenti dell’esistenza.

In una calda giornata sedersi alla loro ombra osservare disegni di tronchi e di chiome, ascoltare la loro voce, a volte un canto, altre un lamento, altre una ninna nanna. Ascoltandoli ti diranno di resistere.