Fiume Idume e foce a Torre Chianca, fotogramma di bellezza

Fiume Idume e foce a Torre Chianca, fotogramma di bellezza

Fiume, Idume, sorge in profondità, scorre sotterraneo nella città di Lecce, per affiorare poi in superficie poco prima di finire in mare.

Suggestivo scorrere di acqua gelida, alimenta leggende, come chi lo sente di notte scrosciare nelle viscere della città, che alla luce poi è paesaggio inusuale per l’arsa terra leccese. Idume, che molti identificano con Theutra,  incontra il mare a Torre Chianca, la marina leccese. Qui le dune invadono strade, trascinate dal vento. Lungo la spiaggia conchiglie di ogni forma e dimensione, piace ai più piccoli raccoglierle, prezioso tesoro dono del mare. Negli ultimi anni stabilimenti balneari hanno disciplinato una fascia di mare  selvaggia e quasi incontaminata, rendendola la spiaggia preferita dai leccesi. Il suo nome Torre Chianca lo deve alla torre del cinquecento, che gli spagnoli vollero per difendere il territorio dalle incursioni dei saraceni. E qui dove l’Adriatico cambia colore al mutare del vento, qui Idume colma il bacino di origine artificiale, dove oggi la natura ha preso il sopravvento con la sua vegetazione di inusuale bellezza, con alghe characee e branca pettinata, e la fauna che qui trova ristoro. Il piccolo fiume, sulle cui sponde i canneti spadroneggiando suonando al vento insidiose quanto dolcì melodie, sfocia in mare consegnando 1000 l/s, sperando che non lo sappiano gli estimatori di uliveti moderni e intensivi, varietà  resistenti. Che le idee quelle folli altrimenti prenderebbero  ‘sopravvento’, e sarebbe musica più rumorosa.D’estate, quando il sole picchia, è rigenerante immergersi nel fiume, freddo, limpido, come sorgente. Idume, Torre Chianca, Marina di Lecce, fotogramma di piccolo angolo di bellezza, poesia di una natura che si riappropria dei suoi spazi colorando cemento.