Mario Desiati, spatriati in un libro possibile

Mario Desiati, spatriati in un libro possibile

Le sedie tradiscono una inconsueta stanchezza di esserci o più semplicemente una apatia per un festival che è al ventennale. 

 Potrebbe essere che la libertà di circolazione prevalga su inutili balzelli, oppure semplicemente resta la voglia di stare in casa. In un giovedì caldo di luglio a Polignano a Mare le piazze che in altre edizioni del Libro Possibile lasciavano piacevolmente stupiti per il loro straripare di interessati a seguire gli appuntamenti con gli scrittori, questo anno appaiono tristemente semi-piene. Attendo con ansia in piazza Moro l’arrivo di Mario Desiati. E lui arriva mascherina rosa in faccia, igienizza le mani due volte e poi finalmente la sua voce. Parla del suo libro, l’ultimo, Spatriati. E spiega il significato del termine spatriato nella sua Puglia dove è nato, la persona che è andata via, ma anche un gesto interrotto, o chi non è vestito adeguatamente. 

E tra le pagine del suo libro ci sono gli irregolari, gli incerti, i fluidi, perché Spatriati ambientato nella sua Martina Franca narra di amori impossibili, della nostalgia di qualcosa che non si è vissuto. È la storia di una ricerca, la ricerca di se stessi e del piacere di trovare se stessi. 

C’è Francesco Veleno e Claudia Fanelli, i due protagonisti del libro dell’autore pugliese.

C’è Mario Desiati sotto il cielo di stelle a Polignano, parla ai presenti, sorride, spiega il perché del ritorno alla sua Martina Franca, luogo in cui ha vissuto e dal quale si è allontanato, e spiega i termini radice e origine e lo fa con assoluta tranquillità. La radice si può tagliare ma l’origine è ciò che hai avuto e ti accompagnerà per sempre, spiega prima di congedarsi dal pubblico e attendere i fan per il firma copie. Chiede il nome guardando negli occhi l’interlocutore e poi dedica alcune parole ai suoi fan prima dell’autografo. E le dediche sono tutte diverse come se da un solo sguardo avesse rapito l’anima. 

Solo per questo è bene che ci sia ancora il festival del libro possibile.