Cinque maggio, giornata dell’igiene delle mani

Cinque maggio, giornata dell’igiene delle mani

È il cinque maggio. Che ricorda qualcosa. Non so. Una poesia? Sì, certo, l’ode di Alessandro Manzoni per la morte di Napoleone Bonaparte.

Il cinque maggio è anche la Giornata mondiale dedicata all’importanza dell’igiene delle mani per la prevenzione delle infezioni. È stata l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Oms, a promuoverla fin dal 2005.

Lo slogan della Giornata 2021 è “pochi secondi possono salvare una vita: pulisci le tue mani (Seconds save lifes-clean your hands)”.

In tempo di Covid, con la pandemia che tarda ad avere una fine, di certo le nostre mani sono ben consce del significato. Sottoposte a lavaggi frequenti, e di video tutorial su come si lavano ne hanno visti tantissimi, ormai agiscono senza un comando centrale. Da sole accompagnano il corpo al dispenser del sapone, igienizzante, perché il sapone quello normale sembra ormai vecchio, stantio, superato.

E se il bagno non è a portata di “mano” ecco le si vede trascinare corpo e mente al primo dispenser di igienizzante. Sanno anche riconoscerne la tipologia, troppo liquido, troppo appiccicoso, troppo alcolico, troppo profumato, troppo tutto.

Gel, salviettine igienizzanti, guanti, mascherine, ormai più che una borsa abbiamo bisogno di una valigia per trasportare ogni cosa compresi i copri scarpa usa e getta. Ma i piedi sono un’altra storia.

Torniamo alle mani. E alla loro igiene. Ad un gesto che appare scontato per chi può farlo, per chi ha acqua e sapone, per chi vive tranquillamente. Un gesto che ormai ci accompagna ogni volta che tocchiamo qualcosa.

Forse in acqua, al mare non avremmo problemi, la pelle raggrinzita dal sale. È il 5 maggio, è ancora presto per immergersi per ore nelle acque cristalline. E allora seguiamo i consigli su come e quando lavare le mani.