Fiori di mandorlo, cielo di primavera

Fiori di mandorlo, cielo di primavera

Fiori, sui prati verdi primule e giaggioli. Fiori, tra le terre coltivate ai margini a segnare confini e pasti dedicati agli insetti. 

Fiori rosa di pesco e bianchi di mandorlo e ciliegio. Nella primavera anticipata a febbraio gli alberi sorridono al calore del sole. Abbandonato l’abito invernale, nudità da contrapporre al gelo, le gemme si aprono regalando infinite variazioni di bouquet.

Il pesco sornione fornisce una rara anticipazione, ma è il mandorlo il protagonista. I suoi fiori bianchi sono cieli stellati diurni, sono nuvole che si elevano sui prati impoverendo quelle grigie di altri alberi spogli. Nelle strade di campagna, la terra arata per nuove semine, il vecchio contadino controlla la fioritura mentre osserva le piccole piante di piselli spuntate nell’orto.

La gazza ladra laconica osserva il paesaggio posata su un cavo ad alta tensione.

Della primavera di cui si avverte l’odore nell’aria, i fiori di oggi sono un regalo di felicità. Osservandoli al sole oltre a sorridere del suo calore, accolgono api, e timidamente sorridono anche a te che li osservi dal ciglio della strada, tutta curve salite e discese, dell’entroterra barese. Lì dove non c’è terra incolta ma solo una ininterrotta successione di coltivazioni. Provare a prendere un ramo è tentare di rubare la vita. Ringrazia il mandorlo di essere risparmiato da una feroce razzia.

Più in là un giovane agricoltore raccoglie già le fave, anche loro quest’anno in anticipo. Una gatta dall’addome gonfio, cerca un posto dove partorire.

In questa primavera in anticipo la magia è perdersi tra i campi, senza meta, senza soste fin quando arriverà il tramonto e il mandorlo sarà l’albero sotto il quale fermarsi ad osservare altri cieli.