Martedì grasso, giù la maschera

Martedì grasso, giù la maschera

Nessuna sfilata di carri allegorici, nessuna maschera per strada che incontrandoti ti riempia di divertenti coriandoli. 

 Putignano vuota, come mai. Nel giorno in cui si brucia il vecchio e si dà appuntamento all’anno successivo. Il vento gelido di tramontana spazza via il divertimento e la gioia di un anomalo martedì  grasso. Ceneri sulla fantasia annientata dalla mancata ossigenazione impedita da ben altre mascherine. Imprigionati nei piumini, cappello di lana in testa, il passamontagna non serve, le vie aeree son protette da un materiale strano. 

Lungo la strada all’uscita di scuola i bimbi non hanno stelle filanti da lanciare per colorare tonalità di grigio. Martedì grasso ed è avaro di felicità. Nelle anonime case i più piccoli indossano in solitudine costumi da supereroi, conservano i superpoteri, immaginando amiche e amici sui quali versare sacchi di coriandoli.  Quelli fastidiosi che si infilano ovunque e dei quali si avverte sorprendentemente la mancanza. Del  martedì grasso restano le chiacchiere, quei dolci friabili di una leggerezza inaudita al morso, le labbra bianche di zucchero a velo. Soffiarci sopra a un passo dal tuo viso è un piccolo divertimento che la pandemia non può togliere. Del martedì grasso restano i grassi dei cibi. Un vino rosso attende di essere sorseggiato. La carne alla brace si infiamma al calore.

La tramontana bussa alla finestra del soggiorno, vuol farti uno scherzo, sussurra una domanda “volete mascherati?”. 

La risposta è un tuo grido “!”. E vorresti solo normalità. 

Uscire per le strade deserte è scherzo per coraggiosi. Ed oggi con la tramontana che sferza è avventura per noi.