Dior a Lecce, Chiuri celebra le sue radici

Dior a Lecce, Chiuri celebra le sue radici

Il grigio, l’azzurro e il rosa che devono sempre prevalere su tutto. Per creare una gonna servono precisamente 10 metri di stoffa, 25 se si tratta di un abito da sera.

E su tutto, l’orlo di una gonna deve essere 40 centimetri distante dal pavimento. Quaranta. Non negoziabili.

Quissà quante di queste regole auree di monsieur Christian Dior saranno rispettate il 22 luglio durante la sfilata per la cruise collection 2021 della casa di moda francese.

Maria Grazia Chiuri, direttore creativo ha scelto Lecce, un omaggio alle sue origini, ai suoi ricordi d’infanzia. 

Una sfilata che sarà un racconto che parte da Tricase, paese natale del padre, per espandersi al Salento e a tutta la Puglia, celebrandone tradizioni e saperi.

Ci sarà la fondazione de La Notte della Taranta che suonerà e ballerà in piazza Duomo con Paolo Buonvino, maestro concertatore dell’edizione 2020 della Notte della Taranta.

Ci saranno le antiche lavorazione al telaio con l’associazione de Le Costantine, il tombolo con Maria Starace, le ceramiche dell’azienda Branca rielaborate sul tema dei tarocchi, ci sarà la natura con fiori, piante e alberi reinterpretati da Pietro Ruffo e ci saranno le luminarie di Marinella Senatore con quel “We rise by lifting others”  (ci alziamo sollevando gli altri) che illuminerà l’intera piazza.

Per la prima sfilata della maison Dior in Italia la Chiuri (prima donna alla guida di Dior e seconda italiana dopo Gianfranco Ferrè) mostrerà al mondo la bellezza e la maestria degli antichi lavori della sua terra. A filmare la sfilata sarà Matteo Garrone, colpo di fulmine della Chiuri dai tempi de “Il racconto dei racconti” e ci sarà il surrealismo di tre incredibili donne le cui vite si sono intrecciate grazie all’arte. Dorothea Tanning, la pittrice che aveva rotto lo specchio con il quale vedeva, moglie del surrealista Max Ernst, fotografato più e più volte da Lee Miller, seconda musa ispiratrice della sfilata, tanto bella che Jean Cocteau la volle nel suo Le Sang d'un Poète, per infondere vita ad una statua. Scesa dal suo piedistallo la Miller immortalava ininterrottamente amici e artisti, come Picasso in quella celebre foto in spiaggia con ombrellone al seguito. E infine Dora Maar, compagna di Picasso, fotografa e poetessa, sperimentava nuove tecniche con Man Ray e amava Picasso sopra ogni cosa. Lui la usò, la relegò in un angolo, salvo poi darle vita eterna immortalandola in Guernica, mentre sorreggeva una lampada, la speranza in tempi bui.