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Premio Strega senza sorprese a Veronesi

Premio Strega senza sorprese a Veronesi

Nulla che non fosse già scritto. Il premio Strega è stato vinto da Sandro Veronesi dato per favorito quasi da subito. 

Sono passati i tempi in cui il premio che incoronò la Morante, Pavese e Flaiano lasciava tutti con il fiato in sospeso, riservando vittorie insperate. Anche i libri non sono più quelli di un tempo, quando le pagine non erano riempite a caso ma ogni parola nascondeva ricerca e pensiero.

Veronesi e Carofiglio sono stati sin dall’inizio gli unici due veri candidati in odor di premio. 

Ha vinto il primo con Il Colibrì della potente casa editrice di Elisabetta Sgarbi La nave di Teseo di cui Veronesi è socio fondatore. 

Duecento voti gli sono bastati per battere l’ex magistrato che ne ha raggiunti 132 con La misura del tempo (Einaudi).

Terzo posto per Gian Arturo Ferrari, ex numero uno della Mondadori che a 76 anni è arrivato in finale con il suo romanzo di esordio Ragazzo Italiano edito da Feltrinelli ed ha ottenuto 70 voti.

Un podio che ci ricorda come il premio non è più quello di una volta, dove le cordate tra editori sono forti e manifeste sin da subito e dove a vincere non sempre è il libro più bello, se poi Gli amici della domenica (che votano i candidati) ammettono candidamente di non aver neanche letto tutti i libri in finale.

Gli altri tre sembrano essere stati messi lì per una politicamente corretta salvaguardia delle minoranze e quindi come sempre: donne, disabilità e omosessualità. Chissà quanti di quel gruppetto creato dalla Bellonci e dalla Morante per dare voce e luce agli scrittori ha letto quei tre libri e chissà quanti hanno letto quello di Marta Barone, che non ha neanche raggiunto la finale. 

Nulla di fatto quindi per Valeria Parrella, sostenuta da scrittori e autori, alla quale la vittoria dello Strega Off (che ricordiamo è assegnato dai lettori e da alcune riviste di settore) per il suo Almarina sembra solo una magra consolazione a fronte degli 86 voti ricevuti ieri sera. 

È stata proforma anche la partecipazione del vincitore dello Strega Giovani, Daniele Mencarelli con Tutto chiede salvezza, terzo libro del gruppo Mondadori in gara, 67 voti.

Ultimo in questa finale già scritta, l’outsider Jonathan Bazzi con il suo Febbre che ha ricevuto 50 voti, inserito tra i finalisti per il rispetto della clausola sui piccoli e medi editori. Da regolamento almeno uno dei finalisti deve esserlo, così è toccato alla Fandango e a Bazzi.

Un premio senza pathos, senza emozioni. Resta buono il liquore per affogare delusioni da insipide trasmissioni televisive.

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