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Riaprono i musei, viaggio nella bellezza

Riaprono i musei, viaggio nella bellezza

Le porte si riaprono e finalmente torniamo a respirare la bellezza che è luce, poesia e grandezza. Dopo tre mesi i musei tornano ad illuminarci. 

A farci respirare a pieni polmoni. 

Cerco bellezza e andrò a  Firenze, agli Uffizi per rivedere la Venere e la Primavera di Botticelli, il Tondo Doni di Michelangelo, la Madonna del Cardellino di Raffaello e la Medusa di Caravaggio.

Aspiro all’eternità varcando i portoni in bronzo dei Musei vaticani, percorrendo senza fatica ma solo stupore i venti chilometri di collezioni per arrivare a lei, il capolavoro dei capolavori, la Cappella Sistina di Michelangelo, il momento in cui si ha la chiara percezione che siamo più che carne e chiacchiere.

Voglio la grandezza e quindi Roma, con il suo simbolo in cui riecheggiano gladiatori e imperatori, il Colosseo, il parco archeologico più visitato d’Italia (l’anno scorso lo visitarono oltre 7 milioni e mezzo di persone)

Voglio viaggiare nel tempo, dal paleolitico alla civiltà copta, volo a Torino al Museo egizio, il più antico del mondo sulla civiltà nilotica, che conserva ancora la Mensa Isiaca, la tavoletta in bronzo che consentì la decifrazione dei geroglifici e il Papiro dei re, l’unico elenco dei faraoni dell’alto e basso Egitto, scritto in ieratico con tanto di introduzione sui divini e semidivini che regnarono.

Cerco il colore e vado a Milano, nell’ex convento dell’ordine degli Umiliati, alla Pinacoteca di Brera, per ammirare Tiziano e il suo San Girolamo penitente, il Tintoretto con il Ritrovamento del corpo di san Marco, e poi la scuola di Urbino con Piero della Francesca, Raffaello e il Bramante.

Ho bisogno di luce e andrò al Marta di Taranto con la Tomba dell’Atleta, le Veneri di Parabita, lo Zeus di Ugento e gli Ori di Taranto.

E infine la magnificenza, la Reggia di Caserta. Carlo di Borbone voleva una reggia che fosse più grande e bella di quella di Versailles, chiamò l’architetto Luigi Vanvitelli che, terminati i lavori, scrisse “Per progettare questa Reggia ho speso tutto il mio genio creativo. Perché la sua meraviglia potesse ispirare le generazioni future. Voi che potete godere di questa bellezza, abbiatene cura”.

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