Scirocco, musica ed energia

Scirocco, musica ed energia

Soffia dal mare Ionio, soffia lungo i campi coltivati, lungo le piane di ulivi, piega ciò che resta delle palme, e le canne lungo i canali. 

Come una furia a volte si insinua tra i palazzi in città, lungo le vie, crea piccoli vortici dove lo studio del vento nelle costruzioni è lasciato al caso. Non come un tempo, vicoli stretti e curve, antiche gallerie dove nulla veniva distrutto. Soffia dallo Ionio il vento di scirocco, solleva onde lungo le coste, contro i locali sul mare, contro le case sulle spiagge, contro gli scogli. Il mare invade porzioni di territorio occupati, abbatte barriere in cemento, distrugge asfalto, solleva polveri, sottili. 

Nei campi di forasacchi dorati, come fossero spighe, il caldo scirocco estivo suona melodie sconosciute, trasporta pericolosi aculei lontano. Suonano gli alberi dai tronchi scolpiti dal tempo, le foglie i rami gridano a gran voce ‘resisteremo’. L’Adriatico calmo lungo la sua sponda pugliese osserva le increspature divenire onde più in là, oltre lo sguardo di chi osserva dal remoto scoglio con una gran voglia di intraprendere un viaggio, lasciar gonfiare le vele, lottare e domare, il vento.

Scirocco, caldo, che non dà sollievo, inasprisce temperature già alte, già estive, già bollenti.

Tra gli aghi dei pini e rami deboli di altri arbusti, il profumo del pitosforo lotta con il gelsomino per avere la meglio. La rosa vellutata si nasconde dietro la foglia di sterlizia. Il vento fa una voce grossa di tanto in tanto, ti ricorda che sei niente dinanzi al suo impeto, alla sua forza, la sua energia. Dopo il suo passaggio la conta dei danni, il telone dell’uva invade la carreggiata. Shhh!!!! Ecco che torna a cantare allegro, un lieve motivetto di erba solleticata, di terra arida sollevata, il girasole piega il capo come la margherita che preserva i petali per un nuovo gioco, m’ama o non m’ama? 

Vorrei volare, basterebbe solo nuotare, un tuffo sospinto dal vento.