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Chiedimi se sono felice

Chiedimi se sono felice

Se la mia anima è un fiore, sono felice, Marcel. Nella tela di ragno dell’amore sono felice Lev. 

Mi ricordo di essere stata felice quando ho riconosciuto il rumore che ha fatto andandosene via, Jacques.

Non sono stata felice, a quanto pare, il 12 marzo. Io come il resto del mondo. L’umanità tutta si è sentita vuota, un po’ persa e spaesata. In una parola: triste.

Il giorno in cui il direttore generale dell’Oms ha spiegato al mondo intero che il coronavirus era una pandemia mondiale. 

In quel giorno l'indice della felicità mondiale ha toccato il punto più basso dell’anno, 5,71 su dieci.

Ma come si calcola la felicità? Come si può adattare un sentimento così personale al mondo intero?

L’Hedonometer dell’Università del Vermont valuta ogni giorno l'umore del mondo intero analizzando 50 milioni di tweet, un decimo di tutti i cinguettii. Parole, significato e tono. E così decide a tavolino la nostra felicità. 

Ma lasciatemi essere felici al di là di uno schermo di tablet, smartphone o del mio Mac.

Lasciate che io possa emozionarmi per qualcosa che sia reale, che posso sentire, odorare e toccare. 

No, non benedico questo distanziamento sociale. No non sono finalmente contenta che incontrandomi nessuno mi stringa la mano.

Penso che la felicità sia anche in quella condivisione sociale di noi stessi. Nello stringere le mani, nel camminare sottobraccio con qualcuno, in un abbraccio. Nella vicinanza delle persone. Finanche sconosciute. La felicità è vedere la vita scorrere accanto a te, in mille forme diverse dalla mia.

“Questa volta lasciate che sia felice, non è successo nulla a nessuno,

non sono da nessuna parte, succede solo che sono felice fino all’ultimo profondo angolino del cuore”. Oh si Pablo, hai ragione tu.

Lasciami essere felice solo perché fuori splende il sole e io posso camminare all’aria aperta e sentire il suo calore sulla pelle. Lasciami essere felice guardando il mare, sentendo il suo profumo di salsedine e i suoi umori, placidi o burrascosi. 

Lascia che sia felice al di fuori di ogni schema imposto. Non sono triste il terzo lunedì di gennaio come non sono felice il 20 giugno. Sono felice oggi che ho camminato con Ettore, che è l’amore mio su quattro zampe, che ho incontrato un’amica che fortunatamente è anche una mia collega e quindi non infrango nessun decreto.  Invece mi rende infelice sapere che incontrare un’amico oggi mi è proibito. Così come mi rende infelice che non sia io a decidere chi per me è importante.

Perché “Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa”. La penso come te Trilussa.

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