Resistenza, liberazione, resilienza

Resistenza, liberazione, resilienza

Il sentiero dei nidi di ragno è il primo romanzo scritto da Italo Calvino e pubblicato nel 1947 da Einaudi Editore.

Un libro che parla della Resistenza che rappresentò “la fusione tra paesaggio e persone”, scrive Calvino nella sua Prefazione, per l’edizione ‘rivista’ del 1964. “Tutto doveva essere visto dagli occhi di un bambino, in un ambiente di monelli e vagabondi. Inventai una storia che restasse in margine alla guerra partigiana, ai suoi eroismi e sacrifici, ma nello stesso tempo ne rendesse il colore, l’aspro sapore, il ritmo…”, scrive ancora Calvino. Il bambino è Pin e con i suoi occhi scopriamo la lotta partigiana, gli ideali del tempo, storie di uomini e di donne. Un libro da leggere anche nel giorno dell’anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Settantacinquesimo anniversario e nessun corteo. Lo impongono le misure per il contrasto al Covid-19. Da quella data, dal 25 aprile del 1945, parte la nuova Italia, quella della Repubblica, quella della Costituzione. Ed oggi, 75 anni dopo,  sono gli occhi dei bambini dietro i vetri, chiusi nelle loro case, che raccontano la realtà di questa esperienza di confinamento, smartphone e tablet per comunicare. Divieti e restrizioni difficili da spiegare a dei bambini che hanno visto negarsi il diritto di salire sull’altalena.  Parco giochi in città  delimitati da un nostro rosso e bianco. Niente scuola, si resta a casa, tra le mura domestiche. No, non si scende in cortile a giocare a calcio con gli amici. No, nessuna escursione in bicicletta tra le strade di campagna e i vecchi ruderi incustoditi dove è facile ambientare storie di guerre e liberazioni. Divieto di varcare la soglia. Divieto di spostarsi. Resilienza. No, non si può andar dai nonni, dai cugini, dagli zii. Leggeremo un giorno i loro racconti per comprendere ciò che hanno provato in questa quarantena imposta con un atto amministrativo, e non con una legge. Nel giorno della Liberazione ricordiamolo che la democrazia parlamentare sembra in pausa, emergenziale, da Covid19.