Edicole, storie di resistenza

Edicole, storie di resistenza

Sono le 22.30 la città dorme già. Le strade sono vuote, i semafori ancora accesi scandiscono i tempi dei pochi automobilisti rimasti.

Una luce si vede da lontano. L’edicola scelta per rimanere aperta in questa notte. La notte bianca degli edicolanti. Una iniziativa che si svolge contemporaneamente in 40 città italiane e che vuole accendere una lanterna su una situazione che dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti, ma che, come tante, non viene affrontata, lasciando che anche questo piccolo ma importante mondo, si spenga nel silenzio generale. Le edicole chiudono, una dopo l’altra. 

Negli ultimi 15 anni, secondo i dati del sindacato dei giornalai, più della metà delle edicole italiane ha chiuso. Ne rimangono solo 26mila, che devono fare i conti con una progressiva diminuzione delle vendita dei giornali (-60% di vendita dei quotidiani nello stesso periodo di riferimento).

Il rischio di estinzione è dietro l’angolo. 

Eppure cosa resta di quella socialità che contraddistingueva le nostre vite? Un caffè al bar, il giornale comprato all’edicola di prima mattina, le riviste per la mamma, i giocattoli per i bambini, le figurine che ci ricordano quando eravamo piccole anche noi.

Il Sinagi (Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia) parla di presidio di democrazia. Ci penso su un attimo e mi vien da chiedermi “E se anche questa edicola fosse chiusa? Cosa rimarrebbe di questa strada altrimenti buia e desolata?”. Non rimarrebbe nulla, solo qualche avventore che assonato passeggerebbe malvolentieri per far sgranchire le zampe al suo cane. Non resta null’altro. Bisogna spostarsi, andare a cercare quella movida giovanile che tanto disturba i benpensanti, per rendersi conto che solo dove ci sono esercizi commerciali  aperti la città è più viva e sicura. E le edicole in questo contesto giocano un ruolo importante.

Roma, Napoli, Firenze, Torino, Milano, Bari, Bologna, Venezia, Viterbo, Brescia, La Spezia, Trieste, Frosinone, Rieti, Firenze, Sassari, Arezzo, Prato, Livorno. Per una sera non ci sono differenze. La luce di un’edicola resterà accesa sino alle 23, le porte saranno aperte, i giornali in attesa di essere venduti. E la città farà la sua parte? Quella parte di città che non si informa, che non legge, che non compra i giornali, che non va in edicola, non è per strada oggi a far sentire la sua vicinanza. Ma poi, se anche questa edicola dovesse chiudere, un’altra luce si spegnerebbe. Eppure siamo sempre lì a far proclami. Sulle piccole librerie che chiudono, sui libri che non si leggono, sulle edicole e l’importanza di essere informati. La resistenza ha sempre un costo, economico e fisico. Resistere significa non girare lo sguardo dall’altro lato. Significa fare una scelta. E questa sera ho scelto di andare in via Jacini, nell’edicola di Gianluca De Natale, il giornalaio barese che in questa tiepida sera d’inverno ha tenuto aperta la sua edicola, unico presidio in un quartiere altrimenti già spento.

“Si sopravvive. I margini di guadagno sono bassi ed è rimasta una fascia clienti di età medio-alta che compra ancora quotidiani e riviste, mancano i giovani che non comprano i giornali. Con il Comune abbiamo firmato un protocollo d'intesa per il rilascio dei certificati comunali, presto partiranno i corsi per 25 edicole che hanno aderito all'iniziativa". Ma è una goccia nel mare.

Accanto a lui colleghi ed amici si sono dati appuntamento in questa edicola nata poco meno di un anno fa, un sogno avverato per Gianluca che per 19 anni ha lavorato nell’edicola paterna, e quest’anno con coraggio e tenacia ha deciso di aprire una edicola più grande. 

Si stanno rimboccando le maniche, offrono servizi alternativi, dalle ricariche telefoniche ai servizi postali, molti di loro sono diventati un punto di consegna/ritiro per i corrieri. Ma sono solo palliativi. Solo in alcuni casi, si riesce ad affiancare il ritiro di un pacco all’acquisto di un giornale. E si torna alla solita lotta di Davide contro Golia. Gli editori che non vogliono sedersi al tavolo con gli edicolanti, piccoli trucchi per rosicare gli incassi già bassi dei giornalai, come aggiungere opuscoli informativi ai giocattoli spacciandoli così per prodotti editoriali, riducendo ulteriormente il margine di profitto. Il guadagno sui quotidiani, appena un decimo del prezzo di copertina. Un Governo che prende tempo e non dà risposte. 

Compro qualche rivista per mia madre e vado via. La città è vuota e spenta in un mite mercoledì di una sera d’inverno. Nello specchietto retrovisore la strada è sgombra, non una persona, non una luce. Ad eccezione dell’edicola di Gianluca De Natale. Presidio di comunità.