La ricerca non si ferma, premiate undici giovani menti

La ricerca non si ferma, premiate undici giovani menti

Sono giovani, hanno meno di 7 anni di attività post dottorato e si sono contesi il Premio Giovani Ricercatori per la ricerca scientifica.

Dieci categorie, 373 le domande di partecipazione, su lavori già pubblicati su ricerche scientifiche internazionali, 182 da donne e 191 da uomini. Undici i ricercatori premiati.

I lavori sono stati valutati dalle dieci commissioni formatesi in seno al Gruppo 2003, un insieme di scienziati italiani che lavorano in Italia inseriti negli elenchi dei ricercatori più citati al mondo nella letteratura scientifica, compilati dall’Institute for Scientific Information (ISI) di Philadelphia.

Dalle piante in grado di sfamare l’umanità alla rottura delle simmetrie nei supersolidi e nei superfluidi. Dagli alimenti utili per combattere l’obesità ai buchi neri, i temi delle ricerche premiate.

Undici menti che non si fermano mai, ma studiano, elaborano, cercano soluzioni e se sbagliano, ricominciano da capo, facendo tesoro degli errori commessi. Undici giovani che stanno letteralmente scrivendo il futuro di ciò che vedremo, di come ci cureremo, di cosa mangeremo. 

L’Ambiente è la categoria dell'edizione 2020 del Premio Giovani Ricercatori per la ricerca scientifica oggetto del maggior numero di ricerche presentate, 71, sezione nella quale ha vinto Moreno Di Marco, dell’Università La Sapienza di Roma, grazie al suo studio sul rischio di estinzione di piante e invertebrati. 

Nella categoria Alimenti e nutrizione, tra i 26 studi presentati, è stata  scelta la ricerca sugli alimenti funzionali per curare l’obesità di Donato Angelino, dell’Università di Teramo.

Marcella Cornia dell’Università di Modena e Reggio Emilia è stata premiata tra 25 candidati per la sua pubblicazione sulle nuove frontiere della computer vision nella categoria Intelligenza artificiale e Big Data.

Tra i 24 studi nel campo dell’Agricoltura è stato scelto quello di Alberta Pinnola, dell’Università di Pavia, su come produrre piante per sfamare in modo sostenibile l’umanità in costante crescita. 

Trentuno le ricerche in Astrofisica e Spazio, dove Mario Spera, dell’Università di Padova si è aggiudicato il premio per la sua analisi dei buchi neri di media grandezza. 

La rottura della simmetrie e le sue conseguenze nei superfluidi e nei supersolidi (cristalli) oggetto dello studio di Luca Tanzi del Cnr di Pisa gli è valso il premio nella sezione Fisica, matematica e informatica (selezionato tra 27 lavori).

Giulia Scalet, dell’Università di Pavia, con il suo studio sulla meccanica non lineare è stata ritenuta la più innovativa ed interessante nella categoria Ingegneria, sbaragliando altri 68 candidati.

Il premio per la ricerca nel campo della Biomedicina e Farmaci, dove hanno partecipato 52 ricercatori, è stato invece assegnato congiuntamente ad Anna Citron e Tito Panciera, entrambi dell’Università di Padova, per il loro studio sulla interazione fra fattori genetici e micro ambientali nella genesi dei tumori e in prospettiva su altre malattie. 

Lorenzo Brunetti, dell’Università di Perugia, con i suoi studi su nuovi target terapeutici per la leucemia è stato scelto, tra 32 candidati, nella categoria Oncologia.

La ricerca non si ferma, non indugia, non perde tempo e così nell’anno del Covid 19 non poteva mancare una sezione apposita, nella quale è stato premiato Alessio Mazzoni dell’Università di Firenze per aver approfondito l’importanza di contrastare lo stato infiammatorio sistematico nella malattia da Sars-CoV-2.

Agli undici premiati nelle dieci categorie indicate si affiancano i cinque ricercatori che hanno ricevuto una menzione: Margherita Maiuri (Politecnico di Milano) per Fisica, matematica, Informatica, Carol Coricelli (SISSA di Trieste e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo) per  Alimentazione e nutrizione, Luca Pappalardo (Cnr-Isti e Università di Pisa) e Giovanni Simonini (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)  per Intelligenza artificiale e Big Data e Davide Massari (Università di Bologna) per Astrofisica e Spazio.

E purtroppo c’è voluto il Covid 19 e una pandemia mondiale per mettere al centro dell’attenzione, comprendere la portata e la lungimiranza di un Paese che si affida alla scienza e alla ricerca. Solo pochi giorni fa infatti il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, ha annunciato lo stanziamento di 15 miliardi di euro  per la ricerca in Italia.