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Il quarto femminismo

Il quarto femminismo

Lotto marzo, metoo, fuck**patrrcato questi motti e hashtag riempiono i nostri social, una diffusione mediatica

che porta individuə disinteressatə a essere immersə nell'argomento da sempre etichettato come tedioso per eccellenza:  il femminismo. I temi che prima venivano ritenuti "faticosi" oggi risultano immediati e accessibili, proprio da questa evoluzione nasce il "quarto femminismo" che con sondaggi, post e articoli sradica lo stereotipo spesso associato alle femministe: donne rabbiose e aggressive pronte ad annoiare il loro pubblico con chiacchiere interminabili. I social media si possono ritenere una sorta di rinascita della battaglia per la parità di genere, da anni non si parlava in maniera così capillare di questo argomento, suscitando reazioni “rumorose” sia in positivo che in negativo. Non che i social abbiano inventato nulla di nuovo, ma con la loro forza comunicativa stanno silenziosamente cambiando segno alle lotte al femminile. Pagine Instagram, brand e influencer “diverse” sono elementi centrali in questa battaglia. Accomunati dalla volontà di esprimere energia positiva e per  l’importanza dei contenuti, i post femministi riescono ad arrivare allə utentə trasmettendo la voglia di cambiamento.

Oltre ai social, particolare rilievo è dato dalle nuove figure femminili nel mondo della musica che si allontanano da canzoni come Quello che le donne non dicono interpretata da Fiorella Mannoia ma scritta da Enrico Ruggeri. Le nuove generazioni del panorama musicale non sono “dolcemente complicate”, citando il pezzo, ma il loro è un messaggio di forza. Madame, La rappresentante di lista, Myss Keta  si fanno spazio in una scena prevalentemente maschile parlando della realtà femminile, dalla sessualità alla libertà del proprio corpo.

L'insieme di questi elementi porta ad una vera e propria rivoluzione del linguaggio. Il femminismo parla finalmente una lingua accessibile e comprensibile a tuttə e non esclusivamente ad un’élite. Alcunə potrebbero obiettare che questa è la strada attraverso cui si decreta la morte di un movimento storico, quella cioè di ridurlo a pensiero di massa, “alla moda”, privato di identità profonda. Sicuramente molti brand e influencer sfruttano il momento senza una adesione consapevole alla pratica politica del Femminismo. È importante capire però quanto la rivoluzione radicale del linguaggio femminista possa essere l’unica via per arrivare a un cambiamento del pensiero collettivo cristallizzato nel patriarcato.

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