Cultur&motive

Koos Breukel, ritratto della vita

Koos Breukel, ritratto della vita

Ritratti, persone, famiglie, vite che scorrono, dalla nascita alla morte, con tutte le emozioni possibili dalla gioia al dolore. Tempo.

Nelle sale di Palazzo Martinelli a Monopoli le fotografie di Koos Breukel riempiono le pareti restituendo loro dignità persa con le tracce in cemento a coprire percorsi che avrebbero dovuto essere d’oro. Ferite lungo le pietre, come il dolore che colpisce inesorabile, in un determinato momento, ogni possibile esistenza.

Tra le sale i ritratti di Koos Breukel hanno sguardi simili ai nostri. Si possono riconoscere le emozioni dell’essere nudi nel primo gemito, e quelle dell’incredulità nel ritrovare un corpo disteso vestito in una bara. Il ritrattista dei Paesi Bassi con Me We racconta le fasi della vita in un album di famiglia che nel catturare espressioni e sentimenti è rappresentazione universale.

Ci sono i corpi, c’è un’ arte, sapiente, di cogliere in uno scatto, l’essenza, l’esistenza, la vita stessa. Nel bianco e nero ogni singolo umore prende forma, come un berretto che cela la consapevolezza del trascorrere del tempo, del trovarsi immersi nelle immagini della propria vita che passano rapidamente nella nostra memoria, dell’essere vicini al commiato. E se il berretto viene meno ecco rivelato il peso di una vita, che vorremmo comunque restasse, non perdere. Io, noi. Bastano due ritratti e tutto è svelato, i solchi sul viso sono le tracce, queste sì d’oro, di una vita vissuta.

Me We di Koos Breukel è solo una delle tante opere che animano PhEST, il festival internazionale di fotografia e arte, dal primo settembre al primo novembre per le strade e le dimore di Monopoli.

Pressinbag Testata Giornalistica

www.pressinbag.it è una testata giornalistica iscritta al n. 10/2021 del Registro della Stampa del Tribunale di Bari del 10/05/2021.

Contatti

Per qualsiasi informazione o chiarimento non esitare a contattarci scrivendo ai seguenti indirizzi