Lo sguardo di Palomar sul mondo

Lo sguardo di Palomar sul mondo

Palomar si immerge nella superficie e osserva il mondo che lo circonda, singole sezioni di eventi, esseri umani, pensieri, parole.

 “Torce fino a confonderla in una delle tante dinastie d’onde oblique, sbattuta a riva con loro” scrive l’unico scrittore al mondo capace di far danzare le parole in questo modo, che sa sempre di fresco, pulito e lindo. Italo Calvino è un bicchiere d’acqua fredda nel caldo d’agosto, semplice e perfetto. Necessario.

Nessuna sbavatura, nessuna ridondanza e una più che unica capacità di giocare e farci sorridere e pensare “La terra luogo delle complicazioni superflue e delle approssimazioni confuse” scrive in Palomar, edito da Mondadori.

Nel matematico e perfettamente simmetrico libro che racconta del signor Palomar che “spera sempre che il silenzio contenga qualcosa di più di quello che il linguaggio può dire” Calvino che già ci ha insegnato a planare sulle cose dall’alto, ci insegna a scrivere per immagini senza nulla togliere all’una o all’altra, bilanciando perfettamente parole e visioni.

“Finché nell’ora più calda la feroce moltitudine degli insetti non impone il suo dominio assoluto sulle vibrazioni dell’aria, occupando sistematicamente le dimensioni del tempo e dello spazio col martellare assordante e senza pause delle cicale”. Con lui impariamo a parlare, a guardare, a pensare. Necessario ora più che mai in tempi in cui la parola è banale, non semplice, il messaggio superficiale non chiaro. In cui si è persa la profondità di ciò che siamo o potremmo essere. 

Abbatte “la frontiera invisibile che circonda le persone” perché ci guarda come non ci siamo mai guardati. Con quel suo sguardo sempre ironico e leggero come una piuma. “Soffia il vento, volano i semi e i pollini, le relazioni tra gli insiemi si sconvolgono…”.