Elisabetta Minenna: “Il profumo è viaggio e ricordo”

Elisabetta Minenna: “Il profumo è viaggio e ricordo”

Intervista a Elisabetta Minenna

L’odore di un prato appena bagnato dalla pioggia, la fragranza dei pranzi domenicali in famiglia, il profumo fresco del mare e del pittosforo che ci ricorda le estati della nostra infanzia, quello di un teatro chiuso al pubblico, animato dalle prove di ballerini, attori e costumisti, l’aroma del caffè bevuto di notte per rimanere svegli durante la preparazione di un esame o la consegna di un lavoro. I profumi avvolgono ogni nostro ricordo, rendendolo unico ed eterno. L'immenso edificio del ricordo, viene portato sulle spalle dagli odori, che evocano persone, momenti vissuti, luoghi ed emozioni. Ne abbiamo parlato con Elisabetta Minenna, che nella sua profumeria artistica nel cuore di Bari, ha fatto dei profumi la sua vita e della ricerca del profumo perfetto per ogni persona, in un preciso momento, la sfida di ogni giorno.  

Qual è il primo profumo che ti torna alla mente?

Il profumo dei dolci, delle cose buone, profumi legati all'infanzia perché quelli sono i primi odori che una persona percepisce, come il latte, che ha un odore bellissimo.

Un profumo è ricordi. Ti è mai capitato di incontrare una persona che cercasse in un profumo un ricordo del suo passato?

Diciamo che più che un ricordo del passato, le persone cercano il filo rosso che lega tutta la loro esistenza, il passato con il presente e il futuro. In un profumo si cerca qualcosa che si è perso e si ha voglia di ritrovare.

Il profumo può esprimere anche il desiderio di qualcosa che non abbiamo. Non si cerca semplicemente un’essenza gradevole all’olfatto, ma ad un livello più profondo si cerca di riequilibrare almeno un po' ciò che la vita -  in qualche maniera - ci toglie. Se qualcuno cerca un fresco vuol dire che nella  sua vita manca la leggerezza, avverte un senso di pesantezza. Se cerca un profumo sensuale magari è una persona che non fa vedere quelli che possono essere i suoi sentimenti e cerca questo abbraccio che gli manca.

 

Un profumo può far chiudere gli occhi e intraprendere un viaggio sensoriale?

Certo, a volte cerchiamo di far intraprendere questo viaggio ai nostri clienti e  vengono fuori dei ricordi, ma anche dei luoghi, delle sensazioni che uno veramente non si aspetterebbe.

Un profumo può richiamare alla mente scene familiari passate, far ricordare persone che non ci sono più, momenti vissuti con i nonni, gli zii, con tutta la famiglia. Questo è bellissimo e accade perché l'olfatto è direttamente collegato con il cervello primordiale. É una sensazione talmente forte che può far provare sensazioni bellissime ma anche molto brutte, legate a ricordi spiacevoli del proprio passato.

Per questo il profumo nella sua unicità può essere letto in mille modi differenti. Lo stesso bouquet può evocare sensazioni piacevoli in una persona e negative in un’altra. E’ molto importante che il profumo sia calibrato sul singolo individuo ed è per questo che nella ricerca delle essenze parliamo con le persone e ci piace capire cosa desiderano, cosa vogliono e soprattutto cosa non vogliono sentire.

Il profumo ha un'anima o prende quella di chi lo indossa?

Il profumo ha una sua anima, poi deve trovare l'anima gemella. È come una coppia, ci si sceglie e chi sceglie il profumo lo sceglie perché è la sua anima gemella. Ma come ogni storia d’amore può non durare per sempre.

Non esiste un profumo per la vita, noi cambiamo in ogni momento è quindi una cosa che oggi ci piace domani non ci piacerà più. È questo il senso dei profumi.

Come si crea un profumo?

Non è più semplicemente un metodo empirico come si poteva pensare in un primo momento, ma è un metodo scientifico ed è dato dalla conoscenza delle essenze e poi da una sedimentazione delle stesse in base ai vari pesi molecolari perché i profumi innanzitutto sono un progetto olfattivo. Cosa si vuole dare, cosa si vuole ricercare, che cosa si vuole comunicare alle persone che lo sentiranno. Un profumo può voler trasmettere un sentimento, un’emozione, un momento di vita vissuta. Il naso che lo crea può voler racchiudere in un flacone, con il suo sapiente dosaggio di essenze, il senso di libertà e per farlo magari userà delle note fresche, delle note marine. Oppure può voler evocare una festa di paese, con i suoi riti, i suoi odori, così come un’opera teatrale. Naturalmente poi, proprio per la sua capacità di essere letto e riletto in infiniti modi, chi lo sente, può percepire quel messaggio, ma anche uno diametralmente opposto.

Un profumo ha una complessità tale che al suo interno ci sono tanti racconti e ognuno di esso deve essere catturato dall'insieme finale.

Il profumo è...

Il profumo è qualcosa che ti cattura, che ti prende, è qualcosa che ti accoglie, è quello che ti manca, che vorresti avere, è anche quello che non vorresti avere. Tante volte il profumo ci aiuta a venire a patti con delle realtà che sono difficili. Per esempio viene una signora che è in crisi ha bisogno di essere accolta da un profumo. Quale profumo ti accoglie meglio di un profumo dolce? Oppure una persona che sta attraversando un periodo buio, che è un po' triste, giù di tono, ha bisogno di una nota fresca, dobbiamo svegliarla, dobbiamo darle un input diverso da quelli che riceve nella sua vita quotidiana. Ecco perché il profumo è qualcosa che ti accompagna per tutta la vita da quando ti svegli alla sera quando vai a dormire, cambia a seconda dei nostri sogni, dei nostri desideri, dei nostri modi di essere e di quello che ci capita ogni giorno ed è per questo che una fragranza può essere cambiato durante la vita. Non esiste un profumo per sempre, altrimenti siamo pigri.

elisabetta minenna