Rebel, Rebel!

Rebel, Rebel!

E’ il 1974, Nixon è nel pieno dello scandalo Watergate, l’Urss espelle Aleksandr Solženicyn e in Israele Golda Meir si dimette.

 Il mondo è sull’orlo del precipizio, indeciso se spiccare il volo o cadere nel baratro. Il 15 febbraio le radio inglesi suonano un nuovo singolo che diventa subito l’inno di una intera generazione. Un canto di ribellione e di voglia di vivere, un trattato dell’essere giovani e liberi e belli. Non ci sono grandi parole, ma quella canzone e quel ritmo accattivante conquistano tutti. E’ Rebel Rebel e David Bowie la canta vestito da pirata, i capelli rossi come la tutina aderente e la chitarra  elettrica, un foulard di seta blu al collo, stivali neri con tacchi alti e una benda sull’occhio destro. “Hai messo in confusione tua madre non sa bene se tu sia un ragazzo o una ragazza” e Bowie gioca con quella fluidità, facendosi beffa di chi vuole cercare significati nascosti in tutto. A partire da quella benda indossata per coprire una banale congiuntivite. 

“Raramente ho scritto cose che si legavano ad una generazione precisa come Rebel Rebel” disse Bowie che non fu mai completamente soddisfatto di quella canzone. Due mesi dopo l’uscita del singolo in Europa, raggiunse gli studi della Rca in America con Geoff McCormack e smontò quel pezzo ancora incompleto, nato con l’idea di essere una canzone in stile Stones. Aggiunge le congas, cori, effetti, percussioni. La rende più glam e pop. La taglia impietosamente, da 4 minuti e mezzo a 3 minuti. La pubblica così, ma non è ancora soddisfatto. Ad ogni concerto la canta e la suona in maniera diversa. Ma al pubblico piace. Tutti si immedesimano in quel ribelle con i vestiti strappati e la faccia che è un casino. Lui giù dal palco vive quella vita da ribelle che l’ha sempre contraddistinto e quando canta “Ci piace ballare e siamo davvero divini”, non fa che ricordare Bette Midler (un suo album si intitolava “Divina Miss M.”) con la quale rimase chiuso in un ripostiglio del Plaza di New York insieme a Mick Jagger per oltre un’ora.

Ma sul palco Rebel Rebel non lo convince mai, anche se poi la sceglie per la sua performance al Live Aid. Il pubblico è in fiamme, salta, balla e canta quel ribelle venuto dallo spazio.

Durante il Glass Spider Tour dell’87 decide di suonarla per l’ultima volta. Ma poi tornerà a gridare al mondo “Vuoi tutto e subito. Gli altri ti umiliano, dicono che io sbaglio; Tu sguaiatamente li prendi in giro” nel 1999. Ma lo fa a modo suo. Parla con il pubblico durante tutta la canzone e si limita a cantarla per meno di 25 secondi.

Poi va oltre e in seguito verranno gli eroi e le ragazze cinesi. Il 25 gennaio del 2004 sale sul palco dell’Hurricane Festival, in Germania e apre il suo concerto proprio con lei “Ribelle, Ribelle, hai il vestito strappato, la tua faccia è un casino. Ribelle, ribelle, ma che ne sanno gli altri?”.

Era il suo ultimo concerto.