John Keats, bellezza è verità

John Keats, bellezza è verità

I suoi versi non furono accolti favorevolmente dalla critica, il suo genio venne riconosciuto solo dopo la sua morte, precoce, per malattia.

Aveva appena 25 anni quando John Keats si spense a Roma, dove era giunto solo pochi mesi prima, in un appartamento in Trinità dei Monti, oggi sede del Keats - Shelley Memorial House.

Tutta la sua produzione poetica abbraccia lo spazio di pochissimi anni, tre, nei quali Keats sperimenta forme e espressioni. Conscio delle sue lacune, Keats ha sempre avuto chiara la sua missione, condividere bellezza, lasciarsi guidare dall’istinto nel riportare in versi tutte le sensazioni che il bello genera. Il poeta inglese, una volta compresa la sua aspirazione, lascerà studi e lavoro, per dedicarsi a ciò che lo appagava, la poesia.

“Io grido a te pietà, pietà, amore -/ Sí, amore! Amore misericordioso, / non supplizio di Tantalo, ma univoco/ pensiero, ed immutabile e innocente,/ a viso aperto e chiaro e senza macchia!/ Lascia ch’io ti abbia tutta, tutta mia!/ Quella forma leggiadra, quella dolce/ droga d’amore minima, il tuo bacio - /mani ed occhi divini, il caldo e bianco/ lucente seno dalle mille gioie;/ te stessa, la tua anima, ti supplico/ per pietà, dammi tutto, non escluso/ un atomo di un atomo, o morrò,/ o se forse vivrò, tuo miserando/ servo, sarà mia vita senza scopo/ nella foschia della sventura inutile - / perduto dal palato della mente/ il gusto e resa l’ambizione cieca.”

Il volumetto edito da Einaudi, Poesie di John Keats, traduzione di Mario Roffi, restituisce al lettore il percorso del poeta sempre teso alla ricerca di una verità che solo la bellezza può rivelare.

“O pura attica forma! Leggiadro atteggiamento,/ cui d’uomini e fanciulle/ e rami ed erbe calpestate intorno/ fregio di marmo chiude, / invano invano il pensier nostro ardendo/ fino a te si consuma,/ pari all’eternità, fredda, silente,/ imperturbata effige. / Quando, dal tempo devastata e vinta, / questa or viva progenie anche cadrà, / fra diverso dolore, amico all’uomo,/ rimarrai tu sola,/ <<Bellezza è Verità>> dicendo ancora: / <<Verità è Bellezza>>. Questo a voi,/ sopra la terra, di sapere è dato:/ questo, non altro, a voi, sopra la terra,/ è bastante sapere.” (Traduzione di Augusto Frassineti).

John Keats, fu sepolto al cimitero di Roma e sulla sua lapide fece incidere “qui giace un uomo il cui nome fu scritto nell’acqua”.