Viscere, inquietante Amelia Gray

Viscere, inquietante Amelia Gray

È una scrittura brutale che mette a nudo l’animo umano ma anche le presenze inquietanti che affollano la mente di ognuno di noi. Storie brevi. 

Racconti che scorrono via lungo una linea di perverso piacere, di feroce sgomento, di nero umorismo. Un’operazione chirurgica, con un bisturi tagliente che incide pelle, poi massa muscolare, recide arterie, taglia sempre più a fondo fino alle viscere. Storie inquietanti di uomini e donne, di orrori e sentimenti, di drammi psicologici e intimi pensieri. Non c’e una fine ai racconti, sono quadri dipinti in colori scuri, gli stessi  degli incubi, dove l’unico colore acceso è il rosso del sangue. Essenziali nella loro brevità i trentasette racconti di Viscere di Amelia Gray, Pidgin editore (traduzione di Stefano Pirone) sono sceneggiature alle quali nulla si può aggiungere né sottrarre, il lettore non ha tempo di giudicare, può solo sorridere o rimanerne disgustato. È indubbio che Amelia Gray abbia un talento come autrice di racconti, lei che da sceneggiatrice ha scritto per le serie Maniac e Mr. Robot. Il mondo reale e brutale si scontra a volte con elementi fantastici e di magia, un punto resta fermo: la meticolosità dell’incisione. Che sia di un grande cuore che riempie la casa, di una ferita in un immenso serpente che divide in due un paese, di un membro maschile tagliato di netto. Tagli anatomici, come le cicatrici sui corpi, come quelle nell’anima. Ogni racconto è una piccola realtà, parte di mondo, parte di abitanti, parte di follia, quotidiana. In Cinquanta modi per mangiare il tuo amato la Gray supera se stessa in un lungo elenco divertente e agghiacciante “Quando ti chiede di indossare il vestito che gli piace, affetta un pezzo del suo sedere e servitelo su un piatto … Quando ti porta fuori per il vostro anniversario, comprimi il suo avambraccio finché non esplode … Quando ti dice che gli mancherai, affonda un cucchiaio nel suo ombelico … Quando ti dice addio, divoragli il cuore”.