Sarò bellezza e mi amerò

Sarò bellezza e mi amerò

Non avrò paura se non sarò bella come vuoi tu. Camminerò e sarò noncurante degli occhi della gente. Tutti quegli occhi che mi guardano.

Ma in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà. 

Non avrò paura, avrò la forza di camminare e camminare, e mi faranno male tutte le ossa, il respiro sarà pesante e il cuore batterà a mille, ma camminerò e tutti mi guarderanno. E allora sarò bella, proprio come vuoi tu. 

E così capiterà che sarò solo un mucchietto di pelle e ossa, perché così sarò bella per chi su quella passerella mi fa salire e camminare e ammirare. Sarò bella, anche se in realtà scomparirò. Nulla di quello che sono, men che meno il mio spirito potrà essere ammirato da quegli occhi lì giù che mi guardano. O guardano solo gli abiti che indosso, perché sono solo una gruccia, di pelle e ossa dove appendere gli abiti e farli sfilare.

Sfoglio le pagine delle riviste e c’è Cindy Crawford, lei che con quel neo è stata una leggenda, ora non basta più. Non basta più essere la più bella, perché su quelle pagine in cui vorrei apparire, scrivono che Kaia, la figlia,  “è molto più bella della madre”, e a me vien da pensare che sia solo infinitamente più magra.

Ma prima c’era Kate Moss, con i suoi zigomi alti quanto il cielo, con quel corpo che per anni quelli che oggi mi hanno portato in passerella osannavano dicendo che “no, Kate non è magra, non ha problemi con il cibo, anzi, ha fianchi torniti”. E senza fame e senza sete, io sarò lì dove anche lei ha camminato e tutti la guardavano.

Tutti quelli che hanno coperto con la polvere quell’anno in cui quegli zigomi alti quanto il cielo, si sono dovuti fermare, perché il suo corpo non riusciva a sostenere una gravidanza. E lei voleva solo essere madre.

E prima di lei c’era Jodie Kidd, 1,88 cm 40 chili di peso.

Era bella come dici tu?

Ma non ha retto, si è fermata, ha deciso di prendersi cura di sé stessa, ci sono voluti anni e poi le parole è riuscita a dirle  “Quando sfilavo sono arrivata a pesare 40 chili, ero uno stecchino, filiforme e mangiavo pochissimo. Tra noi divine della passerella c’era una competizione su chi mangiasse di meno: perché ci volevano così, magre, sottili, emaciate e affamate”.

E poi c’era lei, bella tra le belle, Carrè Otis, sembrava così splendente e meravigliosa, ma neanche lei ce l’ha fatta. A trent’anni si è dovuta fermare ed operare al cuore “usavamo la cocaina per non mangiare” confessò più tardi “ero arrivata ad un punto che mi affaticava anche una camminata”.

Ma io ce la farò. Anche se devo rimpicciolirmi ancora un po’. Non devo pensare alla fame. 

Barbara Palvin è diventata l’ultimo angelo di Victoria Secret, 1,73 cm, misure: 82-61-93. Barbara è snella ma non è ridotta a pelle ed ossa come me. Allora forse un solo boccone potrò masticarlo. Solo uno per placare la fame. 

Ma come non posso? Ah, “Barbara Palvin, angelo curvy”.

Come curvy? 

Curvy è Ashley Graham, che sui giornali appare solo quando c’è bisogno di dimostrare che la moda è inclusiva. 

Ma io non sono come lei, non sono una modella di taglie forti o conformate. 

Che brutte parole. Ma poi che male c’è se ho un po’ di seno, se una leggera curva si forma tra la mia vita e i fianchi, se i miei glutei sono grandi quel tanto da non farmi male quando sono seduta per troppo tempo.

Che male c’è se anche io sorridessi come Ashley che guarda tutti con quell’aria di sfida che io non ho. Io sfido solo me stessa a rimanere in piedi anche se mi cancello ogni giorno un po’ di più. 

Se solo tu potessi prendermi per le mani e portarmi nel tuo cuore. Non dire una parola. Portami nel tuo cuore, fammi sentire amata. Perché io non mi amo abbastanza. Ho ancora bisogno di quegli occhi maligni e superbi.

Ma ci riuscirò. Un giorno mi amerò. E senza ali volerò via. E tutte queste miserie le guarderò dall’alto e saranno, per una volta nella mia vita, piccolissime.

 

 

 

*in sottofondo De Gregori