L’alba del 6 dicembre, dono dorato di San Nicola

L’alba del 6 dicembre, dono dorato di San Nicola

Dobbiamo alzarci intorno alle 3.30 del mattino, attraversare la città, arrivare Bari Vecchia, guardare i fuochi d’artificio al Molo S. Antonio.

Poi raggiungere la Basilica per la Santa Messa. È San Nicola, 6 dicembre, festa per i baresi, che i forestieri festeggiano a maggio, in giro tra baracche a guardare i fuochi sul lungomare, le frecce tricolori. Ma questa, mi dici, è una festa intima, per i cittadini di Bari. Tono serio delle frasi importanti. Ma sì, vediamolo questo rito profano dell’esserci e dello stare. Mentre la città dorme, le auto si contano sulle dita di una mano, è facile raggiungere il centro trovare parcheggio. Hai preso l’Ipad, mi domandi, dovrai documentare. Fa freddo, guanti alle mani, berretto in testa, sciarpa al collo, osserviamo i fuochi d’artificio spegnersi in un cielo ancora troppo nero. La piazza della Basilica va riempiendosi di fedeli e di profani, insieme. Entriamo nella Basilica, luci e incenso, odore di persone e di cappotti, inizia la Messa, ma questo è troppo anche per me. Non vorrei ne risentisse il mio di Santo, Donato. In piazza le gambe che tremano per il freddo aspettiamo giunga la Fiaccolata di San Nicola, le 5,45 eccoli entrare di corsa le fiaccole in mano, 26esima edizione. Se ti giri a guardare i volti di chi è in piazza scopri commozione, rito collettivo, per San Nicola, per lui una giornata di festa e di processioni, di luci e proiezioni. Di lacrime, di gioia. Fa troppo freddo. Ci vorrebbe una cioccolata calda, anche questa è un rito mi spieghi. Parlami di lui, parlami di Nicola ti domando. Moro, nato nell’Asia minore nel 260 dopo Cristo. Puoi riconoscere San Nicola in qualunque rappresentazione, dalle tre palle d’oro, tre sacchetti pieni di monete d’oro che richiamano la sua opera di carità quando aiutò tre giovani ragazze che il padre caduto in disgrazia voleva si prostituissero per racimolare il denaro sufficiente per il matrimonio. La dote, dico io, rimandando a ricordi lontanissimi di altri che avevano visto disporre panni e pizzi sui letti. Nicola nottetempo lasciò cadere dalla finestra delle ragazze le monete per i matrimoni. Tre notti tre ragazze tre sacchi di monete d’oro, tre palle. Segno che lo distingue dagli altri. Nicola che fu vescovo, mi dici e lo noti dal mantello e la mitra, ma questa è storia più complessa. Mi spieghi del grano e delle navi alessandrine che pur avendo scaricato parte del frumento dalla stiva ne conservarono il peso ai controlli.

San Nicola di Bari che a Bari non c’è mai stato, non in vita almeno. Nel 1087 una spedizione navale, valorosi marinai, mecenati commercianti, partì dalla città pugliese  per trafugare le spoglie. Da allora Nicola è di Bari e dei baresi. Le raffigurazioni delle imprese navali sono per i forestieri, a maggio. 

Questa mattina è la festa dei baresi che con le lacrime agli occhi non possono non guardare il dono d’oro di un’alba divina. Ricordo vecchio un anno.