Visioni d'insieme

Immortale Parola, antologia della poesia italiana

Immortale Parola, antologia della poesia italiana

Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio, Guido Cavalcanti, Gabriele D’Annunzio, San Francesco d’Assisi, Ada Negri, Antonia Pozzi, Laura Terracina.

Sono solo alcuni dei poeti presenti in Immortale Parola, antologia della poesia italiana dalle origini ai giorni nostri, a cura di Milo De Angelis, Nicola Crocetti e Davide Brullo, Crocetti editore.

Un’antologia che parte dal 1200 per fermarsi ai poeti nati entro il 1925, ed è uno scorrere sul tempo e sull’evoluzione del linguaggio e della parola. Un viaggio tra le liriche d’amore e di altri demoni, ripercorrendo la storia e le storie.

S'i' fosse foco, arderei 'l mondo;/ s'i' fosse vento, lo tempesterei; /s'i' fosse acqua, i' l'annegherei;/ s'i fosse Dio, mandereil'en profondo; /s'i' fosse papa, sare' allor giocondo, ché tutti cristiani imbrigherei';/s'ï fosse 'mperator, sa' che farei? A tutti mozzarei lo capo a tondo”, scriveva Cecco Angiolieri riaffiorando nella memoria come se fosse solo ieri il primo incontro.

Mummia fasciata in logori/ Papiri sontuösi,/Mummia che sul sudario/Porti l'apoteösi,/Perdona se i nepoti,/Più culti che devoti, /Fan del tuo frale eterno /Si misero governo”, scriveva il librettista e compositore Arrigo Boito.

Ceccardo Roccatagliata Ceccardi e la sua  “Quando ci rivedremo /il tempo avrà nevicato /sul nostro capo, o amore;/avremo quasi passato /il mare, e sarà il cuore /più sincero e pacato./Ma non avremo più remo: /io ne l'onda infinita /del sogno, tu, de la vita,/ lo avremo infranto, o amore!”.

Era stato un lungo andare ritmando l'uno l'altro assieme, il passo, /con l'ansima e il silenzio./ L'orrido intorno, sconfinata pista /e il vuoto, e l'epilogo./Si vide l'animale come un'antenna /in cielo Angelo teso tremare /lungo lo scheletro, scivolarvi l'altro /... e deporsi./L'urlo della gran bestia, sola, /trascinò il collo ancora, /verso un indizio, ansioso d'altro.../Il sole bruciò la pupilla che lo fissava”, ritroviamo Egle Marini e Antonia Pozzi con “Tu sei l'erba e la terra, il senso /quando uno cammina a piedi scalzi /per un campo arato./Per te annodavo/ il mio grembiale rosso/ e ora piego a questa fontana/ muta immersa in un grembo di monti:/ so che a un tratto/-il mezzogiorno sciamerà coi gridi/ dei suoi fringuelli -/sgorgherà il tuo volto/ nello specchio sereno, accanto al mio”.

Un’antologia da tenere sul comodino da sfogliare prima di addormentarsi, leggendo versi, leggendo storie.

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