Visioni d'insieme

Silvia Bencivelli, Il dubbio e il desiderio. Eva Mameli Calvino

Silvia Bencivelli, Il dubbio e il desiderio. Eva Mameli Calvino

Eva Mameli conosceva la lingua segreta delle piante, ogni foglia e petalo sono una lettera di quell’alfabeto che lei decifrò e regalò al mondo.

Nasce in una famiglia benestante, aperta, laica e repubblicana, consegue prima il diploma in Matematica, poi si iscrive alla facoltà di Scienze naturali e segue il corso di Zoologia e anatomia e fisiologia comparata di Rina Monti, prima docente universitaria italiana.

Il suo primo articolo parla della fumaria, una pianta spontanea sarda, dai piccoli fiori rosa che sfumano verso l’alto nel fucsia, per poi diventare magenta e nell’estremità più alta quasi viola. Si laurea nel 1907 e diventa assistente volontaria e solo qualche anno dopo, nel 1915 diventa la prima libera docente di botanica in Italia. Nel 1919 riceve all’Accademia nazionale dei Lincei un premio per l’attività scientifica nelle scienze naturali.

Delle continue ricerche e scoperte, dei lavori in Italia e all’estero, dei riconoscimenti, del suo valore umano e professionale scrive Silvia Bencivelli nel suo libro Il dubbio e il desiderio. Eva Mameli Calvino edito da Electa nella collana Oilà che tratteggia la sua figura senza indulgenze, senza bisogno di romanzarla per renderla avvincente.

“Sembravo timida ma non lo ero per niente. Dentro di me sentivo una gran voglia di imparare. Non avevo ancora idea di cosa avrei fatto, però sapevo che desideravo scoprire per essere utile. A chi o a che cosa lo ignoravo, ma l'idea di diventare qualcuno mi accompagno sempre in quegli anni” scrisse di sé stessa la “gentile e bella signorina sarda…che ha legato il suo nome ad importanti scoperte di fisiologia e microscopia vegetale”, come scrisse L’Eco della Riviera in un articolo sul matrimonio tra Eva e Mario Calvino.

Volano a Cuba per fondare e dirigere una stazione sperimentale, tornano in Italia e lei alterna senza apparente sforzo, docenza e studio, riuscendo a rivestire il doppio ruolo di libera docente di Botanica all’Università di Pisa e di direttrice del dipartimento di botanica della stazione agronomica sperimentale di Cuba. Non si ferma mai, vince la cattedra a Catania e quasi contemporaneamente viene nominata direttrice dell’orto botanico di Cagliari che fa ritornare all’antico splendore dopo gli anni di abbandono durante la guerra.

Rallenta solo con la nascita del secondo figlio, continuare a fare la spola tra Cagliari a Sanremo è sfiancante, sceglie di dedicarsi alla Stazione sperimentale a Sanremo.

Antifascista, durante la guerra non ebbe tremiti di paura, restò salda sulle sue idee “Il posto che nell'esperienza di quei giorni ebbe mia madre, come esempio di tenacia e coraggio in una Resistenza intesa come giustizia naturale e virtù familiare, quando esortava i due figli a partecipare alla lotta armata, e nel suo comportarsi con dignità e fermezza di fronte alle SS e ai suoi militi, e nella lunga detenzione come ostaggio, e quando la brigata nera per tre volte finse di fucilare mio padre davanti ai suoi occhi. I fatti storici a cui partecipano le madri acquistano la grandezza e l’invincibilità dei fenomeni naturali” scrisse di lei e di quel periodo il figlio Italo.

Come un albero, le foglie vibrano al vento, qualcuna cede alla forza volando via, ma le radici sono ben salde nella terra, così lei trema un po’ ma resta lì tra le sue ricerche e le oltre 200 pubblicazioni. C’è voluta una pagina intera a Silvia Bencivelli per elencarne gli argomenti: lichenologia, assimilazione dell’azoto libero da parte delle piante, comportamento dei pollini, sperimentazione in floricoltura, introduzione e miglioramento di piante in fiore, botanica tropicale. Ultima sua pubblicazione il Dizionario etimologico dei nomi generici e specifici delle piante da fiore ed ornamentali, nel 1972 a 86 anni quando era nonna di quattro nipoti.

Chissà se sarà stato un esercizio di stile, ma in ogni pagina di Il dubbio e il desiderio c’è un motivo per ammirare Eva Mameli Calvino o forse la scoperta della sua vita straordinaria non si ferma alla maternità famosa e per forza di cose riempie pagine e pagine.

Tra le ultime parole quelle di Italo che nel suo stile limpido del carattere della mamma scrive “disadorno rigore antifascista o pre-fascista, impersonato dalla severità moralistica laica scientifica umanitaria antibellicista zoofila”.

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