Visioni d'insieme

Piccoli suicidi tra amici, Arto Paasilinna

Piccoli suicidi tra amici, Arto Paasilinna

Due perfetti sconosciuti decidono di metter fine alla loro vita, per puro caso nello stesso luogo e per destino, non ci riescono.

A questo punto la rivelazione “i due compari constatarono filosoficamente che ogni giorno è per ciascuno sempre il primo della vita che gli resta da vivere, anche se siamo troppo occupati per rendercene conto. Solo chi si è spinto fino alla soglia della morte comprende che cosa vuol dire in pratica l’inizio di una vita. «Davanti a noi si aprono prospettive grandiose» dichiarò il colonnello”.

Arto Paasilinna, poeta, giornalista e guardaboschi scrive Piccoli suicidi tra amici, edito da Iperborea e tradotto da Maria Antonietta Iannella e Nicola Rainò, raccontando un viaggio che dalla disperazione di un paio di tentati suicidi arriva alla riscoperta di una vita pensata perduta.

Nel mezzo l’ironia, l’umorismo, la goffagine, la delicatezza di un gruppo di amici per caso che diventano la Libera Associazione Morituri Anonimi che a bordo di una fiammante Saetta della Morte compiono il viaggio della vita da Capo Nord all’Algarve passando per la Svizzera, la Francia e un po’ di territori a caso alla ricerca di burroni spettacolari. “Non v’era motivo di precipitarsi a farla finita. Non bisogna aver fretta in questioni di così vitale importanza”.

Trentatré aspiranti suicidi compiono una impresa più unica che rara, riscoprirsi vivi. Come nella storia raccontata da Seppo Sorjonen davanti a un fuoco in una notte stellata, la novella di uno sciatore solo in una notte magnifica quando “l’uomo abbraccia il mondo intero, la vita” e riscopre che “la vita è meravigliosa, appassionante, semplice, degna di essere vissuta”. Mentre racconta guarda i suoi amici, aspiranti suicidi “intorno al falò del campeggio della Foresta Nera, lontano dal paese natio. Uomini così provati che troppo presto han smesso di pensare alla bellezza della vita”.

L’umorismo nero che pervade tutto il libro si fa beffa della morte e della malinconia, malattia di ogni finlandese. “Lasciate che il cuore faccia una pausa, fosse anche solo il tempo di cento battiti, tanto per prendere fiato, e tutto è finito. I miliardi di battiti precedenti non conterebbero più nulla. Così è la morte. Sono migliaia i finlandesi che ogni anno ne fanno esperienza, e nessuno torna a riferire che effetto fa, alla fine”.

Piccoli suicidi tra amici è un inno alla vita perché “si può scherzare con la morte, ma con la vita no”.

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