Visioni d'insieme

La vita contemplativa di Byung-Chul Han

La vita contemplativa di Byung-Chul Han

L’accelerazione della vita è uno strumento di dominio.

Byung-Chul Han definisce il malessere che invisibilmente ci possiede postulando come salvezza la vita contemplativa.

Il riappropriarsi del tempo, svincolato dalla produttività. Tempo per non far nulla, per far germogliare idee che nascono dall’inconscio, tempo per afferrare il senso della vita. “La bellezza e la grazia risiedono al di là degli sforzi consci” scrive Byung-Chul Han in Vita contemplativa o dell’inazione, tradotto da Simone Aglan-Buttazzi ed edito da Nottetempo e continua “Non di rado, la volontà ci rende ciechi dinanzi a ciò che accade, mentre sono proprio l’assenza di intenzioni e l’involontarietà a farci vedere con chiarezza, illuminando l’accadere, l’essere, che anticipano sia la volontà, sia la coscienza”.

La corsa senza sosta che ci siamo autoimposti distrugge l’essere “Senza tempo, senza il tempo di riprendere fiato, ecco che l’Eguale va perpetuandosi, e lo spirito libero muore”. Il filosofo cita Nietzsche per chiudere il cerchio “Poiché manca il tempo per pensare e la calma nel pensare, non si medita più sulle opinioni divergenti: ci si accontenta di odiarle”.

Tutti i malesseri, i limiti, le paure, gli affanni della vita quotidiana sono chiari ad Han, così come ne sono chiare le cause.

“La crisi del presente consiste nel fatto che tutto ciò che potrebbe dare senso e orientamento alla vita si sta sbriciolando. La vita non è più retta da cose che tengono e si conservano”. 

Ascoltare, contemplare saranno la salvezza dell’umanità dall’autodistruzione. Han lascia una speranza ai lettori, richiama la società a venire di Novalis, che “si fonda su un ethos della gentilezza che elimina l’isolamento, le divisioni e le disaffezioni. È un tempo della riconciliazione e della pace”

Il libro si chiude con le parole del poeta tedesco “Ben presto fece attenzione alle connessioni tra tutte le cose, alle unioni, alle coincidenze. Presto non vide più nulla di isolato. Le percezioni dei sensi si affollavano in grandi immagini multicolore: udiva, vedeva, toccava e pensava contemporaneamente. Gli dava gioia riunione cose eterogenee. Ora le stelle diventavano per lui uomini, ora gli uomini stelle, le pietre animali, le nuvole piante”.

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