Cupola, contrasto da sogno

Cupola, contrasto da sogno

Non è il cupolone di San Pietro, né la cupola del Duomo di Firenze. In Puglia le spoglie facciate in stile romanico sfidano quelle barocche.

 E poi non trattasi di architettura. Di fronte alla statua del Dio Nettuno a Torre a Mare la cupola è un dolce, un gelato, un cuore tenero ricoperto di cioccolato al latte o fondente e mandorle. 

Se Nettuno potesse scendere dal polpo verrebbe qui a far la coda per un asporto facile, cupola ed espressino. Non può, sta lì col suo tridente a guardare la strada.

La cupola, arte pasticciera. Una volta incontrata non la si dimentica, con quel sapore di mandorle che rimanda ai fiori bianchi prime fioriture nel mese di gennaio, tra i ciliegi e i gelsi. Mandorle tenere dolci, qui tostate contrasto al morbido gelato. Potrebbe qualcuno esclamare che bontà, altri squisità, qualcuno delizia e altri restare in religioso silenzio. 

La forchetta da dolce rompe il guscio esterno per arrivare in una discesa morbida, al cuore.  Basta che le papille gustative entrino in contatto con il contrasto che un brivido sale lungo la schiena. Puro piacere.

Nettuno lo sa, forse per questo non sorride, sembra anzi dispiaciuto di non poter provare simile brivido, di dover lasciare ai comuni mortali un sì immenso piacere.

Servita con un ciuffo di panna è invito a restare, guardare oltre la strada, piccolo porto dal quale partire, piccolo viaggio lungo la costa alla ricerca di anfratti inaspettati. 

Ritornare al presente è lo scricchiolio del cioccolato che cede alla piccola pressione della forchetta. Un sogno. E vorrei non finisse mai.