Soffione, al tuo volo è ancorato un desiderio

Soffione, al tuo volo è ancorato un desiderio

Affidare al vento il destino, lasciare che i sogni attraversino gli spazi verdi sospinti dalle correnti. Essere un soffio leggero sulla terra.

Esprimi un desiderio, dicevi porgendo nelle mie mani un soffione, e poi soffia e se tutti i semi voleranno via il tuo desiderio si esaudirà.

Nei pomeriggi assolati del mese di maggio, lungo le strade di campagna, nelle aiuole delle città, eccoli i soffioni aspettare il momento giusto, il vento adatto, per lasciare il proprio spazio di crescita e volare via, nuovi prati, nuovi luoghi dove atterrare e lasciare traccia, seme fecondo, nuovo inizio, nuova vita.

Tarassaco comune, spiegavi, con le mani che si facevano strada tra altre specie per indicare lui, dal fiore giallo inconfondibile prima di divenire soffione. Tarassaco, o Dente di Leone, attira le api che allegre sorridono per la scorpacciata, buono in cucina per le sue proprietà diuretiche. Nei giorni della sua fioritura colora i campi di un tenero giallo.

Guarda, seguiamo il piccolo paracadute al quale ogni piccolo seme è aggrappato per volare meglio, per andare più in là. Libero come il volo di un aliante. Libero come chi si stacca da terra, e non è la tua ombra a lasciarci ancorati qui, ancora. Aspettare è rimandare, scegliere è andare.

Ne colgo uno per te ora che non ci sei, il desiderio è il tuo ritorno, soffio e un ciuffo di filamenti bianchi vola via, uno dopo l’altro sospinti dalla brezza che arriva da sud-est, non seguo il volo, volto il capo dall’altra parte, un bambino compie il mio stesso gesto, che desiderio avrà espresso?

Un ragno tesse la sua tela al sole, attenderà la preda. E tu non tornerai.