Le Signore dell’arte, mostra a Palazzo Reale

Le Signore dell’arte, mostra a Palazzo Reale

Un insieme di donne che tessera dopo tessera hanno realizzato il mosaico dell’arte femminile italiana.

Non casi sporadici, ma un lungo susseguirsi di artiste note e meno note che hanno eccelso nelle loro arti.

È dedicata a loro la mostra Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600 che si inaugurerà il 5 febbraio a Palazzo Reale a Milano.

L’arte e la vita di 34 incredibili artiste riscoperte attraverso oltre 150 opere. Spicca su tutte Artemisia Gentileschi, ma ci sono anche Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Fede Galizia, Giovanna Garzoni.

Accanto alla scoperta di figure poco note come la nobildonna romana Claudia del Bufalo, ci sarà l’esibizione, per la prima volta di alcune opere come la pala della Madonna dell’Itria di Sofonisba Anguissola, realizzata in Sicilia, a Paternò, nel 1578 e che per la prima volta lascia la sua casa natale affiancata dalla Partita a scacchi, realizzato nel 1555.

Lascia per la prima volta Palermo la pala di Rosalia Novelli Madonna Immacolata e san Francesco Borgia, unica opera certa dell’artista, del 1663 e la tela Matrimonio mistico di Santa Caterina di Lucrezia Quistelli del 1576.

Lavinia Fontana figlia del pittore manierista Prospero Fontana è presente con 14 opere, tra cui l’Autoritratto nello studio (1579) e la Consacrazione alla Vergine (1599).

Elisabetta Sirani con Porzia che si ferisce alla coscia (1664) e in Timoclea che uccide il capitano di Alessandro Magno (1659).

Ginevra Cantofoli, con Giovane donna in vesti orientali (seconda metà del XVII); Fede Galizia con l’iconica Giuditta con la testa di Oloferne (1596); Giovanna Garzoni, con le sue rare e preziose pergamene.

Ognuna a modo suo ha sfidato lo stigma sociale, le regole di una società maschilista che le voleva relegate in casa e hanno combattuto per affermare il loro essere disegnando così un’arte parlata e che parlava anche alle donne.

Un susseguirsi di artiste note e meno note che insieme hanno percorso e tracciato il mondo dell’arte al femminile per due secoli. Non solo pittura. La mostra racconterà le storie di raffinate ricamatrici lombarde come Caterina Cantoni e Antonia Pellegrini; le ricercatissime fioriste come Margherita Caffi, Francesca e Giovanna Vincenzina, Anna Stanchi; le pittrici venete di grande fama anche se note per rare opere come Marietta Robusti (figlia di Tintoretto) e Chiara Varotari (sorella del Padovanino) e le famose “incisore”  Diana Ghisi e Anna Maria Vaiani

La mostra curata da Anna Maria Bava, Gioia Mori e Alain Tapié è frutto di un lavoro certosino che porterà a Palazzo Reale opere provenienti da 67 diversi musei, gallerie e pinacoteche che sarà possibile ammirare sino al 6 giugno.